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Tre possibili rischi nel quarto trimestre

Larry Hatheway, Capo economista di GAM, segnala tre rischi che potrebbero mutare il contesto che è stato alla base della solida performance degli asset di rischio durante il 2017

di Redazione Soldionline 10 ott 2017 ore 10:25

 "Dopo un anno di performance molto solida sui mercati azionari globali, con rendimento eterogeno sul mercato dei governativi, è probabile che assisteremo ad un incremento delle condizioni di volatilità verso la fine del 2017 e nei primi mesi dell’anno prossimo". E' questa l'indicazione di Larry Hatheway, Capo economista di GAM. Sulla base di questa aspettativa l'esperto ha deciso di assumere un posizionamento meno rischioso.
Nel dettaglio nell'analisi seguente Larry Hatheway evidenzia tre rischi principali che potrebbero compromettere il contesto di crescita moderata, bassa inflazione e politiche monetarie accomodanti che è stato alla base della solida performance degli asset di rischio durante l’anno.

 

rischio_9Dopo un anno di performance molto solida sui mercati azionari globali, con rendimento eterogeno sul mercato dei governativi, è probabile che assisteremo ad un incremento delle condizioni di volatilità verso la fine del 2017 e nei primi mesi dell’anno prossimo. Le valutazioni sui listini globali sono piene, così come il livello da raggiungere in termini di utili.
 
Nei mesi che ci dividono dalla fine dell’anno è probabile che la politica monetaria imbocchi la strada del restringimento. Di recente la Fed ha confermato la propria intenzione di procedere - a partire da ottobre e per tutto il 2018 - ad una riduzione del proprio bilancio. La Banca centrale statunitense ha anche lasciato intendere che entro fine anno molto probabilmente rivedrà i tassi al rialzo. Ci aspettiamo che nell’ultimo trimestre dell’anno la BCE annunci un piano di riduzione degli acquisti che comincerà nel 2018. È probabile che a novembre anche la BoE incrementi i tassi di interesse. Un restringimento simultaneo delle politiche monetarie a livello globale potrebbe indebolire la fiducia degli investitori e frenare la performance dei mercati.
 
Tre sono i rischi principali su cui ci concentreremo nell’ultimo trimestre dell’anno, in grado - anche singolarmente - di compromettere il contesto di crescita moderata, bassa inflazione e politiche monetarie accomodanti che è stato alla base della solida performance degli asset di rischio durante l’anno.
 
Primo, la crescita cinese molto probabilmente rallenterà. Un indebolimento superiore alle previsioni tuttavia potrebbe risultare in una perdita di parte della fiducia nell’attività economica a livello globale. In secondo luogo, è probabile che le Banche centrali adottino una politica monetaria più restrittiva. Infine, siamo ormai vicini alla piena occupazione in Stati Uniti, Regno Unito, alcune regioni del Vecchio Continente e Giappone. In tutte queste economie, potremmo assistere ad un rialzo dell’inflazione. Se ciò dovesse avvenire ad un ritmo più veloce, e se contemporaneamente assistessimo ad un’impennata della crescita su scala globale, gli investitori si troverebbero a dover gestire uno scenario in cui  le politiche monetarie potrebbero diventare più stringenti proprio mentre crescita e utili calano.
 
Alla luce di tali aspetti, abbiamo assunto un posizionamento meno rischioso. Stiamo riducendo la nostra esposizione ai movimenti direzionali sia sui mercati azionari globali che su quelli obbligazionari. Seguendo le nostre strategie di relative return conserviamo l’esposizione ai mercati azionari, effettuando tuttavia una selezione particolarmente attenta negli Emergenti, in Europa e in Giappone. In generale, riteniamo possa essere una buona opportunità inserire in portafoglio strategie alternative risk premia, come ad esempio il merger arbitrage. Dal nostro punto di vista un mix di equity beta e alcune strategie non direzionali funzioneranno bene per gli investitori nel prossimo futuro.

La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.
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