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Tre motivi per avere paura dei Bitcoin

Sembra una bolla finanziaria in piena regola. Prezzi che salgono senza apparente motivo. E tutti a dire che tra poco finirà. Ma nessuno può sapere quando. Un mondo ancora piccolo che potrebbe far danni un po’ più grandi.

di Marco Delugan 25 mag 2017 ore 16:40

Le stime su quanto si sarebbe guadagnato acquistando Bitcoin nel 2010 aumentano di giorno in giorno. Con 1.000 dollari di Bitcoin, ad esempio, il 22 maggio 2017 si sarebbero raggiunti i 35 milioni, il 24 maggio erano già 38. E con la stessa cifra investita nello stesso anno nello S&P 500, i dollari sarebbero diventati a oggi “solo” 2500.

Ma anche investendo in Bitcoin nel 2014, dopo la forte discesa del prezzo avvenuta in quell’anno, avreste più che quadruplicato il vostro investimento. Solo nell’ultimo mese il prezzo è salito del 90% circa, e non ci sono molti segnali che si voglia fermare.

Ed è probabile che già oggi, e ancora di più nei prossimi giorni, il “colpo della vita” sia ancora più impressionante.

Potete seguire le quotazioni del Bitcoin in tempo reale a questo link.

Ma come ha scritto Matthew Lynn su Marketwatch, se il Bitcoin è una cosa nuova, non lo è la dinamica del suo prezzo. Tra gli analisti non sembrano esserci più dubbi che sia una bolla speculativa. E come capita sempre con le bolle speculative, a tutti sembra evidente che prima o poi scoppierà, ma nessuno sa dire quando o a quale livello di prezzo.

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COSA SONO I BITCOIN

I Bitcoin sono una criptovaluta. E cioè una moneta che esiste solo in forma virtuale. E’ stata inventata nel 2009 da Satoshi Nakamoto, ma molti ritengono che questo sia solo uno pseudonimo per qualcuno che in realtà non si sa chi sia.

Nel sistema Bitcoin non ci sono banche, men che meno banche centrali. E nemmeno intermediari finanziari.

Chi utilizza questa valuta – per pagamenti o come forma di investimento – li conserva in un wallet (un portafoglio virtuale) e cioè in una app per mobile o per computer. E dal wallet si possono spedire e ricevere Bitcoin. A ogni portafoglio corrisponde un numero di conto, ma i conti sono anonimi.

I Bitcoin li si può guadagnare vendendo beni o servizi, e li si può acquistare contro moneta reale a un prezzo di cambio.

I Bitcoin possono essere spesi in negozi virtuali, ma anche nei negozi “reali” che li accettano. Per facilitare l’utilizzo dei Bitcoin è stata creata una carta di credito, la Bitcoin Visa Debit Card.

I Bitcoin vengono anche generati e distribuiti all’interno del sistema attraverso il così detto “mining”. Ma la generazione di nuovi Bitcoin, oltre ad essere un procedimento piuttosto complesso, rallenta anno dopo anno.

 

PERCHE’ IL BITCOIN STA CRESCENDO COSI’ TANTO

Ci sono due ragioni importanti che spiegano la forte crescita del Bitcoin. La prima è che viene sempre più accettato come moneta di pagamento. La seconda è che anche chi regola i mercati finanziari sta cominciano ad accettarlo come investimento legittimo.

Tutto questo potrebbe spingere il Bitcoin oltre il piccolo mondo tecnologico dove ha finora vissuto e farlo diventare un asset importante come le valute tradizionali, le azioni, l’oro o le obbligazioni.

Ma una crescita del 90% in un mese non solo non è un fatto normale, ma difficilmente può essere spiegato dai soli fattori citati sopra. Secondo Lynn non possono esserci dubbi sul fatto che sia una bolla. E come tutte le bolle, scoppierà.

 

BOLLA BITCOIN: COSA POTRA’ ACCADERE?

Se la bolla dei Bitcoin dovesse davvero scoppiare, quali saranno le conseguenze dello scoppio, e quanti danni potrà fare? Secondo Lynn, non molti. Nel mondo ci sono circa 16 milioni di Bitcoin, per un valore di circa 35 miliardi di dollari. E per quanto il suo valore possa crescere velocemente è difficile che nel breve periodo possa diventare un fenomeno finanziario davvero rilevante.

Ci sono cose che valgono molto di più dei Bitcoin. Apple, ad esempio, che vale 805 miliardi di dollari. Tutto l’oro del mondo è valutato 8,2 trilioni di dollari. Il mercato obbligazionario degli Stati Uniti è stimato in 31 trilioni di dollari.

Ma da un altro punti di vista la bolla dei Bitcoin potrebbe avere una sua importanza. Lynn elenca tre motivi che potrebbero allarmare gli investitori.

La crescita senza freni del Bitcoin è, secondo Lynn, una follia finanziaria. E le follie finanziarie dicono che almeno una parte delle risorse vengono allocate in maniera non ottimale. E che siamo probabilmente alla fine del mercato toro di questi ultimi otto anni.

In ogni mercato toro di una certa lunghezza, infatti, ci sono asset il cui prezzo impazzisce. E spesso, quando questo accade, le bolle annunciano la fine del ciclo stesso.

Se il Bitcoin dovesse crollare – non si sa come e non si sa quando - non dovrebbe comunque fare molti danni: 30 miliardi di dollari possono sparire senza lasciare chissà che tracce nel mercato dei capitali.

Ma la cosa preoccupante non è tanto il valore totale dei Bitcoin sul mercato, ma quando si siano infiltrati nel sistema finanziario. Nessuno sa quanti contratti siano stati stipulati in Bitcoin, o quanti derivati li abbiano come sottostanti, ad esempio.

E c’è come sempre il fattore psicologico da considerare. Come è già accaduto nel 2008 e nel 2009, quando una parte del sistema finanziario comincia a sgretolarsi, tutto l’edificio comincia a sembrare più instabile, e un’eventuale crisi del Bitcoin potrebbe estendersi anche oltre il suo stretto recinto.

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