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Tapering BCE? A settembre

Probabilmente un taper tantrum (ossia il timore del tapering) è qualcosa che la BCE non è impaziente di scatenare in questo momento. Ma a settembre...

di Redazione Soldionline 14 giu 2017 ore 11:03

L'annuncio del termine del quantitative easing della BCE potrebbe arrivare dopo l'estate. Ma per evitare di replicare quanto successo nel maggio 2013 dopo l'annuncio della Fed (la dinamica ribattezzata del "taper tantrum") Mario Draghi potrebbe procedere in modo graduale e senza strappi. Lo pensa Patrick Moonen, Principal Strategist Multi-Asset di NN Investment Partners.

Ecco il suo commento:

 

Il consiglio direttivo della Banca Centrale Europea si è riunito a Tallinn la scorsa settimana per contemplare un’uscita sul programma di stimolo monetario, considerato il contesto dell’economia sempre più solida dell’Europa. La crescita stabile della regione ha rincuorato coloro i quali chiedono che la BCE dia una stretta al quantitative easing e alle altre misure non convenzionali che ha messo in atto negli ultimi anni.



draghi-mario-bcePur tenendo in mente tutte questi appelli, la banca centrale non ha certo dimenticato il “taper tantrum” scoppiato nel maggio del 2013, quando la Federal Reserve degli Stati Uniti iniziò ad accennare alla fine del quantitative easing. Ne risultò una delle più grandi correzioni di mercato degli ultimi cinque anni; probabilmente un taper tantrum in chiave Europea è qualcosa che la BCE non è impaziente di scatenare in questo momento. La parola d’ordine della BCE resta “gradualismo”. La banca centrale si è avvicinata di un passo all’uscita nel meeting di settimana scorsa rimuovendo dalle proprie dichiarazioni i rischi al ribasso per l’inflazione. Il board ha lasciato cadere la sua indicazione precedente sul fatto che i tassi potrebbero scendere ulteriormente, mentre ha reiterato la sua prontezza ad aumentare l’ammontare o la durata del suo acquisto di bond nel caso in cui l’economia dovesse peggiorare.



Ci aspettiamo l’annuncio riguardante il tapering a settembre. Pensiamo che una BCE più falco sarebbe un rischio più per il mercato obbligazionario che per quello azionario, considerati i bassi rendimenti dei bond. Sebbene il rischio di un sell-off sia basso, sono probabili rendimenti leggermente più alti per la fine dell’anno poiché la  BCE si sta avviando verso la fine del suo programma di stimolo monetario. Il nostro scenario base prevede un graduale restringimento a partire da gennaio 2018 per un periodo di sei mesi. Per quanto riguarda la Fed, ci aspettiamo una continuazione del processo di rialzo graduale, con un rialzo a giugno e uno più avanti nel 2017. Questo dovrebbe spingere il rendimento dei bond statunitensi leggermente verso l’alto rispetto ai livelli attuali, cosa di cui il settore finanziario avrebbe un gran bisogno.

La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.
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