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Strategie basate sui dividendi? Meglio un approccio a 360°

Secondo Simone Rosti (UBS Asset Management) i risparmiatori dovrebbero ampliare la propria visione, adottando un approccio olistico e incorporare sia i dividendi che i buyback

di Redazione Soldionline 12 ott 2017 ore 09:51

Molti investitori adottano una strategia di focalizzata sulla scelta di azioni che garantiscono rendimenti elevati. Si tratta di una scelta corretta?
Secondo Simone Rosti, Head of Passive & ETF Specialist Sales Europe di UBS Asset Management, i risparmiatori dovrebbero ampliare la propria visione, adottando "un approccio olistico e incorporare sia i dividendi che i buyback".
Questo perché alcuni settori tendono a distribuire dividendi (ad esempio le società di servizi di pubblica utilità) mentre altri privilegiano i buyback (ad esempio le società del settore informatico), come spiegato nell'analisi seguente.

 

dividendi_4Le strategie basate sui dividendi sono molto popolari tra gli investitori e si basano sul presupposto che gli asset che generano rendimenti più elevati tendono a sovraperformare. L’attenzione degli investitori, però, è fortemente focalizzata sulle azioni high dividend, cioè su quei titoli che distribuiscono elevati dividendi. Ma questo è solo uno dei modi in cui i profitti generati dalla società possono essere restituiti agli azionisti; un’altra modalità, molto utilizzata soprattutto in America, è data dai programmi di riacquisto delle azioni proprie. Pertanto, quando un investitore desidera perseguire una strategia azionaria che garantisca elevati rendimenti, è opportuno adottare un approccio olistico e incorporare sia i dividendi che i buyback. Focalizzarsi solo su uno di essi introdurrebbe inoltre significativi bias settoriali, in quanto alcuni settori tendono a distribuire dividendi (ad es. le società di servizi di pubblica utilità) mentre altri privilegiano i buyback (ad es. le società del settore informatico).

Grafico: Valore in dollari dei buyback e dividend yield nei diversi settori del mercato statunitense.

valore-in-dollari-dei-buyback-e-dividend-yield

 

L’indice MSCI Total Shareholder Yield è costruito per rispettare esattamente questa logica e nella selezione dei titoli tiene conto sia del dividend yield che del rendimento da buyback. Naturalmente il rendimento deve provenire dagli utili delle imprese e non deve essere il risultato dell’accumulo di debito. Gli investitori che ricercano rendimento vogliono infatti investire in società che generano abbastanza profitti per restituirli agli azionisti. L’MSCI Total Shareholder Yield tiene conto anche di ciò, penalizzando le società che si indebitano eccessivamente per restituire il capitale agli azionisti e premiando, invece, quelle che effettuano politiche di buyback in modo sostenibile.

 

La bontà di questo approccio a 360° è confermato dalle performance di questo indice, che storicamente ha dato dei risultati eccellenti rispetto a quelli dei principali indici concorrenti. Guardando al mercato azionario americano, ad esempio, su un arco temporale di 10 anni, l’MSCI USA Total Shareholder Yield Index ha sovraperformato l’indice madre (l’MSCI USA) di oltre 100 pb l’anno e ha registrato un rendimento corretto per il rischio (indice di Sharpe) superiore sia agli indici che si limitano a individuare i titoli che offrono dividendi più elevati sia a quello che, invece, seleziona le società che hanno realizzato operazioni di buyback.
 
Grafico: Indici di Sharpe di specifici indici Yield (div. netti reinv. in USD rispetto al Libor in USD a 1 mese, mar ’07 – feb ’17)

 
indici-di-sharpe-di-specifici-indici-yield

 

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