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Sei un retail? Peggio per te...

Della serie "quando le emissioni interessanti sono praticamente inaccessibili ai piccoli risparmiatori...". Nel frattempo è possibile consolarsi con un paio di investimenti interessanti

di LombardReport .com 16 mag 2017 ore 12:09

A cura di Massimo Gotta


Prendendo spunto dalla nuova emissione di Intesa Sanpaolo, che proprio nei giorni scorsi ha collocato un nuovo bond perpetual con cedola al 6,25% per un ammontare di 750 milioni di euro, riprendiamo un discorso già fatto in merito alla differenza di trattamento per il retail rispetto agli istituzionali.


Intanto vediamo le caratteristiche del nuovo bond Intesa, che presenta indubbi punti di interesse. Il bond come detto è un perpetual, subordinato Additional Tier 1, ma ha una prima call dopo 7 anni, paga cedola semestrale del 6,25% su base annua ed ha visto un prezzo di riofferta a 100. Inutile dirlo, il collocamento è stato appannaggio dei soli istituzionali, i quali hanno fatto richieste per la bellezza di oltre 4 miliardi di euro. Il bond sarà successivamente quotato alla borsa del Lussemburgo, di fatto OTC.


mercato-bondFin qui nulla di deprecabile: i collocamenti sul primario è evidente che siano appannaggio degli istituzionali e, altrettanto di prassi, è che poi il bond arrivi sul secondario, anche se a prezzi più alti del collocamento iniziale. Ciò che invece i personalmente trovo disgustoso è l’ormai sistematica quotazione sul secondario (regolamentato o OTC, non cambia nulla) con lotti minimi inavvicinabili per il retail.


Infatti, il nuovo bond sarà negoziabile con lotti minimi di 200.000 euro, come a dire che se non hai almeno 4 milioni di euro di patrimonio è improponibile pensare di metterlo in portafoglio. E così, ancora una volta il retail è beffato e costretto a comprare solo bond con rendimenti inguardabili mentre gli istituzionali si godono per 7 anni un 6,25%, che pur considerando il rischio di un perpetual AT1, è roba che in questi tempi di magra e morta sui bond farebbe la gioia di tanti portafogli.


Ben inteso, il rischio dell’emissione non è per nulla trascurabile, e quindi certamente non per tutti i portafogli, ma pensate quante possibilità di pesare correttamente il bond in un asset ben costruito ci sarebbero se il lotto minimo fosse, per esempio 10mila euro nominali.


Per Intesa Sanpaolo si tratta della seconda emissione di tale categoria in questo 2017: è infatti la seconda emissione dopo quella da 1,25 miliardi di euro a gennaio, e la quarta in terini assoluti. I primi due bond AT1 risalgono uno al settembre del 2015 (denominato in dollari americani, ammontare per un miliardo di dollari) e l’altro a gennaio 2016, ammontare per 1,25 miliardi di euro. E con questo ultimo collocamento Intesa ha completato il piano di emissioni di obbligazioni AT1 per complessivi 4 miliardi di euro entro fine 2017, come previsto dai programmi della banca.


Non resta che prendere atto ormai di questa pessima “abitudine” a collocare e rendere negoziabile per il retail solo robaccia, mentre per gli istituzionali c’è di tutto e di più. Come diceva qualcuno tempi addietro, “a pensar male si fa peccato ma non si sbaglia quasi mai…”


Va da sé che se qualche nostro fortunato letotre è capitalizzato a sufficienza, può prendere in seria considerazione questo bond, appena arriverà sul secondario e sempre sperando che la banca di turno non si metta per traverso per il “bene” del cliente…


Intanto possiamo consolarci con il nostro PCT sul bond BEI in lire turche. Infatti il bond è stabile in area 99 in lieve e costante avvicinamento al prezzo di rimborso 100 e il cambio EUR/TRY anch’esso è sostanzialmente stabile in area 3,90. Per ora quindi tutto bene, con la prospettiva di incassare un buon rendimento a scadenza ancora tutto intatto. Ricordo a chi fosse dentro, di seguire bond e cambio quotidianamente, con stop di protezione se EUR/TRY buca la soglia di 4,00.


Infine, in ottica assolutamente prudenziale e conservativa, reputo interessante il nuovo CCT 2024 (IT0005252520) che paga un generoso spread di +1,10% su Euribor 6 mesi e quota sotto 100. In ottica di rialzo dei tassi (anche se non imminente), vista anche la ripresa dell’inflazione, reputo sano iniziare ad accumulare dei tassi variabili con scadenze medie, prima che la “massa” si precipiti su questi asset e faccia poi lievitare i prezzi.

 

Per altre raccomandazioni di borsa: LombardReport.com

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