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S&P 500, che cosa c’è oltre quota 2.200?

Oggi guardiamo alla crescita degli utili attesa per i prossimi trimestri: peseranno sia il confronto coi dati di un anno fa, sia il cambio del dollaro

di Valter Buffo 22 nov 2016 ore 09:08

Commento giornaliero di www.recce-d.com

Come scrivevamo anche ieri, l’indice Russell 2000, che è l’indice di maggiore ampiezza per la Borsa di New York, ha il 14esimo rialzo consecutivo: non si vedeva nulla del genere da quel 2003 in cui si chiuse la crisi della “bolla del tech”, anche grazie alla Guerra del Golfo. Si tratta quindi di un segno importante, di un dato da cui non si può prescindere. analisi-tecnica3Dobbiamo però chiederci se è solo una delle tante anomalie di questo novembre 2016, mese “pazzo” come pochi altri, oppure se il mercato di Borsa, americano e globale, è entrato in una nuova fase di rialzo, in un nuovo rally. Recce’d da sempre vi suggerisce di tenere gli occhi bene aperti sui dati, di effettuare un monitoraggio quotidiano, se vi è possibile, e di analizzarli con grande scrupolo, Già ieri nel nostro contributo vi abbiamo segnalato che dopo ben quattro trimestri di calo degli utili dello S&P 500, si è registrata una variazione positiva, ovvero un incremento, per il terzo trimestre 2016. Si tratta di un dato importante? In grado di imprimere una nuova accelerazione all’indice USA, e per conseguenza alle Borse di tutto il Pianeta? Gettiamo uno sguardo sui prossimi trimestri, grazie alle parole di questo analista:

“Fourth-quarter and 2017 first-quarter earnings will be measured against a very low bar, when earnings a year ago were terrible. With the dollar index at 100 — which is where it was a year ago— it’s not that bad. But if it rose far above that level, the impact may be negative, as it will start depressing earnings,”

Qui viene messo in evidenza un fatto oggettivo: per I prossimi trimestri, l’asticella sarà più bassa. In altre parole, il termine di paragone, il dato rispetto al quale sarà misurata la variazione, sarà un dato che era già risultato in calo anno-su-anno. C’è quindi, oggettivamente, un punto di vantaggio: i prossimi trimestri potrebbero fare registrare variazioni positive più ampie, nell’ordine del 10%. Poi c’è un secondo punto: l’analista mette in evidenza il peso sui risultati del rialzo del dollaro USA:

The S&P 500 companies derive about half of their revenues from overseas, according to FactSet. Analysts say that’s why more domestically oriented small caps have outpaced large cap stocks. The dollar’s impact on earnings also depends on context. “If the dollar strengthens because growth accelerates, then, it’s great, as a stronger U.S. economy would help other regions. But if the dollar strengthens because the rest of the world is still weak and in need of monetary stimulus, it might be a serious headwind for earnings”

CONCLUSIONE   Recce’d oggi guarda alla crescita degli utili attesa per i prossimi trimestri: peseranno sia il confronto coi dati di un anno fa, sia il cambio del dollaro.  

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Nel daily dedicato ai Clienti, The Morning Brief, di oggi 22 novembre 2016, abbiamo trattato i seguenti temi:

1.    Quattro record assoluti ieri, per i quattro indici di Borsa di New York. E’ la partenza di un nuovo rally?
2.    Petrolio che risale verso i 50$, nonostante la forza del dollaro USA
3.    I mezzi di comunicazione spingono sul tema Referendum: ma è veramente importante per i mercati?
4.    SEZIONE L'OPERATIVITA'  Trump Rotation: quali settori sono oggi in ipercomprato?
5.    SEZIONE L'ANALISI   Inflazione e mercati finanziari: le correlazioni sono forti e stabili?

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