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Quella paura che fa 90 (anzi 100)

Oggi portiamo alla vostra attenzione due indicatori di paura, che hanno nelle ultime settimane fatto registrare un forte rialzo

di Valter Buffo 20 apr 2017 ore 09:08

Commento giornaliero di www.recce-d.com

 

Martedì e poi ieri abbiamo raccontato a chi ci legge che sui mercati finanziari, da mesi, sono in forte contrasto gli indici di “fiducia dei consumatori” e altri sondaggi come i PMI da un lato, e dall’altro lato gli “indici di paura” che si possono ricavare direttamente dai prezzi di mercato. Un esempio ulteriore, oltre a quelli che vi avevamo già messo in evidenza, è quello del primo grafico in basso, un grafico che può essere commentato come segue:

The Credit Suisse Fear Barometer, which measures the cost of buying protection against declines in the S&P 500 Index, neared an all-time high this week. The higher the reading, the more expensive it is to buy protection relative to upside calls. “While put demand has certainly increased over the past week, the biggest mover actually comes from the call-side. Falling call skew indicates investors see less potential for market upside going forward, perhaps in recognition of the increased macro and political headwinds.” Credit Suisse’s gauge jumped 46 percent this month through Tuesday, when it reached 45.74. That’s about a third of an index point away from its June 2016 peak ahead of the Brexit vote. The broader CBOE Volatility Index, known as the VIX, is up almost 30 percent this month.

Nel secondo dato qui sotto potete vedere un secondo indicatore di paura: si tratta in questo caso di un indice che si chiama “skew” e che misura il prezzo delle opzioni che proteggono da movimenti eccessivi dell’indice sottostante, che in questo caso è l’indice della Borsa di New York. Come potete vedere dal grafico, questo indice di “skew” è tornato ai massimi già toccato lo scorso anno per il Referendum di Brexit e poi per le Elezioni Presidenziali. Per noi investitori, l’importanza di dati come questi è molto grande: ci confermano che, al di sotto di una calma apparente, ci sono operatori di mercato che comprano protezione contro oscillazioni molto forti degli indici di mercato. Questo sono informazioni utili, ma solo se ne teniamo conto PRIMA di un eventuale, forte correzione: dopo, non serviranno più a nulla.

CONCLUSIONE   Recce’d oggi porta alla vostra attenzione due indicatori di paura, che hanno nelle ultime settimane fatto registrare un forte rialzo

 

global-financial-stress-index_1

 

higher-hedging

Fonte: UBS

 

Nel daily dedicato ai Clienti, The Morning Brief, di oggi 20 aprile 2017, abbiamo trattato i seguenti temi:

  1.     Il decennale giapponese (titoli di Stato) è tornato a rendere sotto lo zero da inizio settimana: un ennesimo segnale di “paura” sui mercati finanziari
  2.     Il rimbalzo di ieri delle Borse Europee vi è sembrato convincente? A noi no
  3.     Attenzione oggi ai risultati di Philip Morris e poi domani a General Electric
  4.     SEZIONE L'OPERATIVITA'    questa settimana sul piano operativo ritorniamo sui settori, che restano, a nostro modo di vedere, una delle grandi opportunità per fare performance nel 2017; e questa settimana si riapre negli USA la stagione dei risultati trimestrali
  5.     SEZIONE L'ANALISI    ci dedichiamo, questa settimana, alla Rivoluzione che è in corso è che sta trasformando il settore del risparmio; in particolare, analizziamo la fuga dal “risparmio gestito”, il rifiuto dei Fondi Comuni ed anche delle GPM da parte di un numero crescente di risparmiatori: quali sono le cause? E quali alternative di servizio offre oggi il settore?

 

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