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Puntare sull'azionario europeo?

Dopo la sottoperformance registrata negli ultimi mesi dall'Eurostoxx nei confronti dell'S&P500, potrebbe essere giunto il momento di inversione di questo trend

di Redazione Soldionline 12 set 2017 ore 16:52

Dopo la sottoperformance registrata negli ultimi mesi dall'Eurostoxx nei confronti dell'S&P500, potrebbe essere giunto il momento di inversione di questo trend. Lo segnalano Andrea Delitala (Head of Euro Multi Asset di Pictet Asset Management) e Marco Piersimoni (Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management), aggiungendo che "una condizione necessaria per permettere questo movimento è arrestare l’apprezzamento dell’Euro". Nell'analisi seguente i due strategist forniscono un aggiornamento della proprie strategia di investimento.

 

MACRO

europa_11Il rischio geopolitico riaccende la volatilità durante il mese di agosto. Le tensioni nella penisola coreana raggiungono livelli di guardia con minacce reciproche fra il dittatore nordcoreano Kim e il presidente Trump.
Il simposio di Jackson Hole ha deluso le aspettative di chi si attendeva indicazioni concrete di politica monetaria da parte della FED e dell'ECB. In questo contesto i mercati obbligazionari hanno fatto registrare buone performance (Barclays Global-Aggregate +1% sul mese), indici azionari in leggera perdita con sottoperformance degli indici europei rispetto all'S&P in conseguenza di un Euro in ulteriore rafforzamento.
Il meeting della BCE ad inizio settembre ha visto Draghi continuare a fornire un giudizio positivo sullo stato di salute dell’economia in Europa, senza ridurre significativamente le prospettive sull’inflazione per 2018 e 2019 (nonostante il rafforzamento dell’Euro a 1,20). Il messaggio veicolato è stato nel complesso accomodante tanto che l’eccessiva volatilità del cambio è stata citata come uno dei rischi da mantenere sotto controllo. Questo non è stato comunque sufficiente a far arretrare il cambio in maniera significativa, complice la mancanza d’inflazione negli USA e flussi d’acquisto sull’Euro che probabilmente giungono dalle riserve delle banche centrali.

STRATEGIA

Stiamo riducendo la duration obbligazionaria a partire dagli USA: i rendimenti sul decennale sono prossimi al 2%, molto distanti dal 2,6% toccati nella primavera scorsa. Riteniamo che esista ancora la possibilità di un rialzo entro fine anno da parte della FED (questo aiuterebbe anche il $ di conseguenza). Le obbligazioni fino ad ora non hanno registrato il miglioramento ciclico osservabile sui dati dei PMI globali o sulle materie prime (rame +25% negli ultimi 2 mesi).
Sul comparto azionario la sottoperformance accumulata la parte dell’€stoxx da inizio maggio è stata pari a 7 punti percentuali rispetto all’indice S&P: si tratta di un movimento eccessivo e potrebbe essere giunto il momento di inversione del trend. Una condizione necessaria per permettere questo movimento è arrestare l’apprezzamento dell’Euro. Il comportamento positivo del DAX (indice con molti titoli attivi nel comparto export, auto, industriali etc.) nel corso della prima settimana di settembre è incoraggiante.
Le banche (europee e non) hanno continuato a sottoperformare ad agosto, complice il rally dei rendimenti che comprime il margine di intermediazione. Sul cambio €/$ crediamo che si stia per aprire una fase di consolidamento tattico: 1,15-1,17 potrebbe essere l’obiettivo in questa fase. Oro in forte rafforzamento su rottura del livello di 1300$/oncia per merito della discesa del dollaro e dei tassi Usa.

 

La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.

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