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Previsioni 2017: vincerà il Mago Otelma?

Se nel 2017 l’errore di previsione degli strategisti risultasse uguale a quello medio dal 2016 ad oggi, l’indice S&P 500 finirebbe l’anno in negativo

di Valter Buffo 3 gen 2017 ore 09:22

Commento giornaliero di www.recce-d.com

 

Vi abbiamo chiesto ieri mattina: il crollo dell’economia britannica dopo Brexit lo ha forse visto qualcuno? E che fine ha fatto il crollo dei mercati dopo che Trump è stato eletto? E dove sono le catastrofiche implicazioni di un NO al Referendum in Italia? Riprendiamo da qui, e riportiamo qui sotto, anche oggi, un brano dal Corriere della Sera:

Giorni e giorni di studio e comparazione con la realtà per arrivare sempre agli stessi risultati. E cioè che si possono fare previsioni scontate se si usa il buon senso e se ne possono fare di non smentibili semplicemente perché troppo generiche. Tutto il resto o è giusto per puro caso o è completamente sbagliato, e lo è quanto più diventano precisi gli argomenti sui quali il mago di turno si è espresso. Il Divino Otelma, per esempio. Il rapporto annuale del Cicap ricorda: aveva anticipato che Maria Elena Boschi avrebbe avuto un figlio «probabilmente maschio» tra l’autunno del 2015 e la primavera del 2016. Non solo ha sbagliato ma ha pure perseverato nell’errore dato che di quel figlio non c’è traccia ancora oggi.

Ecco: perseverare nell’errore: è quello che succede anche nel mondo degli investimenti,   un atteggiamento che ogni anno noi investitori osserviamo e siamo costretti a  subire: non solo tanti errori, ma soprattutto sempre i medesimi errori. Anzi sempre il medesimo singolo errore, quel “tranquilli, non ci saranno sorprese” che ormai fa solo sorridere. Per questo abbiamo concluso ieri che abbiamo assolutamente bisogno di un CICAP a favore degli investitori, che distingua le previsioni fondate sull’analisi dei dati da quelle che vengono fatte mettendo un dito in bocca e poi puntando verso il cielo, per capire da che parte tira il vento. Leggendo i dati delle due tabelle che seguono, e che avete già visto ieri mattina, sembra che si possa dire che la grande maggioranza degli Outlook pubblicati ogni fine anno vengono elaborato utilizzando il metodo del “dito bagnato verso il cielo”:

  1.     Nelle ultime due colonne della prima tabella, potete vedere che le previsioni degli strategisti delle grandi banche internazionali di investimento dal 2000 ad oggi hanno sempre mancato l’obbiettivo; ma questo non è il punto: perché tutti possono sbagliare e nessuno ha la palla di vetro (neppure il Divino Otelma); il punto è un altro, anzi sono due: la dimensione dell’errore (è più grande l’errore del dato effettivo di variazione dell’indice in questione), e poi (soprattutto) il fatto che l’errore è sempre dalla stessa parte, sempre in positivo, sempre sbilanciato dal lato dell’ottimismo;
  2.     Nel secondo grafico, potete vedere che i titoli consigliati dagli analisti delle grandi banche internazionali di investimento sono quelli che hanno avuto la PEGGIORE performance (e ci torneremo poi domani)

CONCLUSIONE   Recce’d vi segnala che, se nel 2017 l’errore di previsione degli strategisti risultasse uguale a quello medio dal 2016 ad oggi, l’indice S&P 500 finirebbe l’anno in negativo  

wall-street-strategy

s-p500-analisi

Nel daily dedicato ai Clienti, The Morning Brief, di oggi 3 gennaio 2017, abbiamo trattato i seguenti temi:

  1.     Da oggi si fa sul serio sui mercati, come abbiamo scritto nel nostro Blog domenica 1 gennaio
  2.     I dati cinesi di questa mattina confermano che il settore manifatturiero viaggia ai massimi dal 2012
  3.     Il dato forte della giornata di ieri riguarda l’eurozona, dove le cose vanno un pochino meglio del previsto (e non è un fatto di poca importanza)
  4.     SEZIONE L'OPERATIVITA'    Cina 2017: la migliore opportunità? Il rischio più grande? Vediamo in dettaglio che cosa ci dicono i dati
  5.     SEZIONE L'ANALISI  Questa settimana parleremo della crisi internazionale dell’industria dei Fondi Comuni. Perché tenete Fondi Comuni in portafoglio? A che cosa vi servono? Perché pagate le commissioni di gestione? E perché non vi fate oggi queste domande?

 

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