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Possibile scricchiolio del mondo finanziario

Difficile la scelta fra le diverse opzioni operative. Analisi dei fondamentali, medie mobili o la tecnica di Joel Greenblatt, che riduce a tre i parametri di bilancio da indagare.

di Redazione Soldionline 19 giu 2017 ore 15:08

Divulgare o approfondire? “That is the question”, suggerirebbe Amleto. In realtà sono davvero pochi gli autori, in ogni disciplina, che siano riusciti a coniugare i due approcci, e la finanza non fa eccezione, anzi...

È quindi estremamente difficile illustrare efficacemente quanto succede in un settore così nevralgico, che sta letteralmente acquisendo il dominio sul pianeta: sì proprio la grande finanza internazionale.

Vediamo con chiarezza i grafici, ma teniamo anche conto del non possibile impeachment ai danni di Trump, del rallentamento dell’economie cinesi (più nessuno ricorda la crisi delle “tigri asiatiche” ?) della frequenza degli atti terroristici, senza tralasciare il fatto che, in generale, si sta investendo sui massimi storici, un equilibrismo da sconsigliare a chi vi è caro.

A voler proprio restringere il campo, siamo dell’opinione che, oggi, le tecniche di investimento, statisticamente opportune, si riducano a tre: l’analisi fondamentale di Benjamin Graham (vedasi Buffett), le medie mobili di Richard Donchian e la geniale semplificazione fondamentalistica di Greemblatt.

Diamo un’occhiata all’indice Ftse Mib di Piazza Affari, la cui linea dei prezzi è increspata come più non si potrebbe e le povere medie mobili si affannano a indicare i possibili trend. Milano ha una tendenza lievemente negativa, con la linea a 5 giorni che soggiace, seppur di poco, a quella a 20 giorni.

ftse-mib-grafico-16-giugno-2017

 

MA I BUONI TITOLI NON MANCANO

Questa settimana abbiamo preso in esame “Brioschi Sviluppo Immobiliare” (precedentemente ”Brioschi Finanziaria”), che si occupa del settore immobiliare italiano. Ma non si tratta di semplici compravendite, bensì anche della progettazione e della realizzazione mirate alle grandi aree cittadine. Lo scopo è l’innovazione, tenendo conto del design, della qualità dei materiali e delle esigenze ecologiche. Il grafico da inizio anno:

boschi-sviluppo-immobiliare

Dati Fondamentali:

  • Market Cap:46.972.866
  • P/E [2016]:-4,899
  • Dividendo:0,00
  • Dividend Yield: 5,77 %
  • EPS [2016]:-0,013
  • Settore:FIN: immobiliari
  • Min - Max 52 set:0,049 - 0,062
  • Performance annua:13,55 %

Ora, gli specialist Andrea Curti (Private Banker) e Fabio Donalisio (Market Analyst), affrontano il tema dell’alta moda e del lusso, particolarmente importante nel Belpaese, che negli ultimi 50 anni sì è ampliato nei fatturati (chi non ricorda le sorelle Fonrana?), nella creatività e nella qualità dei prodotti.

 

IL FUTURO DELL’ALTA MODA E DEL LUSSO NELL’ABBIGLIAMENTO È ROSEO O NO?

Per i cinesi il 2016 è stato l'anno della scimmia, un animale che il loro zodiaco descrive come imprevedibile, ma anche inventivo, abile e e flessibile; tre caratteristiche di cui le aziende, della moda e non solo, hanno avuto estremo bisogno negli ultimi mesi, soprattutto in Cina.

Il 2017 che stiamo vivendo, invece, è l'anno del gallo: tra i suoi tratti salienti ci sarebbero il coraggio, l'entusiasmo, l'intelligenza, la meticolosità e la laboriosità. E per ora così è, con un 2017 che ha aumentato i suoi ritmi di crescita accelerando rispetto al 2016.

Stiamo parlando, quindi, sicuramente di un settore molto importante e con un valore e potenziale davvero elevato; il fashion system globale, infatti, vale 2,4 trilioni di dollari, cifra che ne farebbe la settima economia del mondo dopo Stati Uniti, Cina, Unione europea, Giappone, India e Regno Unito, poiché un trilione equivale a un milione di miliardi.

Il 2016, inoltre, è stato un anno particolarmente difficile per l'industria della moda a livello globale e ancora di più per i segmenti medio-alti e alti: il tasso di crescita dei brand del lusso e delle medie imprese della moda è stato dello 0,5-1%, al di sotto della media complessiva; la stessa analisi si è così, di riflesso, ripercossa in Borsa e non solo, per la moda e il lusso. O almeno, fatte alcune eccezioni, i titoli hanno sofferto su tutte le piazze, da Milano a Hong Kong, passando per Londra e New York. Si è salvata Parigi, anche grazie alle performance dei due più importanti gruppi del lusso al mondo, Lvmh e Kering. I numeri parlano da soli: a Piazza Affari sono andati bene Brunello Cucinelli e Moncler (+24,14% e +27,17%), ma hanno sofferto Luxottica, Safilo, Damiani, Tod's e Geox. Gli andamenti in Borsa rispecchiano in quasi tutti i casi i dati di fatturato e redditività: nel 2016 la maggior parte dei marchi ha dovuto fare i conti con crescite dei consumi di beni di lusso inferiori al passato, soprattutto a causa del rallentamento della Cina e dell’Asia in generale, della persistente crisi della Russia e della ripresa inferiore alle attese del mercato americano.

Ma ... in un mondo dove purtroppo ci saranno sempre più ricchi e sempre più poveri, e quindi sempre meno ceto medio sociale, nel lungo periodo titoli come quelli del lusso potrebbero giovarne a discapito del canale "target medio" di clientela!

 

DONCHIAN STRATEGY SULL’S&P500

Il Maestro di Hartford non ha dubbi sul rialzismo (anche se noi ne abbiamo qualcuno…). Presentiamo il grafico delle ultime sedute (linea blu i prezzi, rossa la media a 5 giorni, verde quella a 20 giorni):

medie-mobili-sp-500_1

Parrebbe una corsa senza ostacoli, ma, osservando bene, notiamo una certa instabilità dei prezzi (blu) e una percepibile convergenza tra le due medie mobili. Raccomanderemmo quindi molta prudenza e un restringimento dello stop, portato a – 2%. Quanto fin qui descrito, pur ponendo le sue basi su una gran quantità di analisi e dati, non pretende di detenere un valore predittivo, per cui invitiamo sempre alla prudenza e soprattutto a non perdere mai di vista lo stop loss a appena citato.

 

LE SFERE DI CRISTALLO

Per costruirle, ci basiamo sulle previsioni degli “opzionisti” e dei “futuristi”, sull’indice statunitense, che è sotto nostra costante attenzione:

indice-vix-16-giugno-2017

Tutto normale sul fronte delle opzioni sull’indice che chiudono la settimana con un rialzo del pericolo teorico (10,38 punti), che si può definire trascurabile.

Ma che dice il CME di Chicago (futures), che in chiusura di ottava vede sovrapposte le due linee più recenti (distanza di 15 giorni nella rilevazione), nell’ordine la rossa e la verde. È notevole il divario ottimistico sulla linea blu, rilevata il 5 maggio scorso.

sentiment-futures-sp-500-16-giugno-2017

Per ora, le varie piazze sono provvisoriamente positive.

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