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Perché comperare gli USA?

Segnaliamo ai lettori che molti indicatori ci dicono che la situazione attuale dei mercati finanziari è ancora più euforica che nel 2007

di Valter Buffo 23 ott 2017 ore 09:11

Commento giornaliero di www.recce-d.com

 

Si apre oggi una settimana che, in passato, avremmo definito “importantissima per i mercati USA”: dagli Stati Uniti giovedì arriveranno i risultati trimestrali di tre grandi Tech, e venerdì la prima stima del Prodotto Nazionale nel terzo trimestre 2017. Che cosa ci trattiene, a fronte di dati così importanti?

 

Ci trattiene il fatto che, come tutti ormai sanno, questo per la Borsa di New York è “l’anno dei record”: il numero di chiusure a livelli record messe a segno dalla Borsa di New York è elevatissimo (lo vedete nel primo grafico sotto), ed allo stesso tempo questo è in assoluto il periodo più lungo senza un calo del 3% dell’indice della Borsa di New York. Di sempre, di ogni tempo. Una morte (apparente) della volatilità che Recce’d ha già commentato su SoldiOnline (La morte (apparente) della volatilità), e che noi giudichiamo molto molto pericolosa per tutti i nostri lettori e Clienti. Aggiungete poi che persino l’analisi tecnica fa segnare nuovi record.

 

L’indicatore RSI che segnala una situazione di “ipercomperato” ha appena toccato venerdì, per l’indice Dow Jones Industrial, il massimi dal 1955, come vedete nel secondo grafico sotto. E’ ufficiale quindi che siamo tornati, a distanza di pochissimi anni, nella medesima situazione di euforia incontrollata dalla quale derivarono poi i crolli dell’anno Duemila e del 2008-1009. Ciò che colpisce, invece, oggi è la assoluta calma che viene manifestata dai responsabili delle Banche Centrali e dei Governi, che evidentemente conoscono poco i mercati finanziari e non comprendono quanto sia grande, enorme, il rischio di un improvviso ed imprevedibile mutamento negli umori degli investitori, Istituzionali come privati.

 

Curioso: perché solo pochissimi anni fa il dibattito tra questi signori era tutto incentrato su “come limitare gli eccessi sui mercati finanziari”: dopo pochi anni, invece, va tutto bene, e vanti così. Come si potrebbe spiegare, questo altro … mistero? Perché, come mai, l’euforia di valutazioni ed indici adesso va bene, mentre qualche anno fa era il nemico da sconfiggere? A chi conviene che questa situazione si prolunghi il più che è possibile? Ripetiamo il suggerimento di venerdì scorso: “Meditate, gente, meditate”.

 

CONCLUSIONE   Recce’d  oggi segnala ai Clienti molti indicatori ci dicono che la situazione attuale dei mercati finanziari è ancora più euforica che nel 2007

 

chiusure-a-livelli-record-borsa-di-new-york

Fonte: B.I.G.

 

indice-dow-jones-industrial

Fonte: ZH

 

Nel daily dedicato ai Clienti, The Morning Brief, di oggi 23 ottobre 2017, abbiamo trattato i seguenti temi:

  1. 1.    La situazione in Catalonia a nostro giudizio è l’evento politico di maggiore importanza del 2017
  2. 2.    Le Elezioni in Giappone hanno confermato il Governo in carica: la reazione dei mercati stamattina è moderata
  3. 3.    Il Congresso USA ha ratificato l’accordo sulla Legge Finanziaria: ma NON si riducono le incertezze su quali saranno in pratica i tagli alle tasse di Trump
  4. 4.    SEZIONE L'OPERATIVITA'    questa settimana sul piano operativo ci occupiamo ancora di utili, in coincidenza con i dati della stagione delle trimestrali
  5. 5.    SEZIONE L'ANALISI    questa settimana il tema del nostro approfondimento è il rendimento delle obbligazioni, in Europa e negli Stati Uniti

 

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