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Outlook 2018: il rally non è ancora finito (Deutsche AM)

Il 2018 potrebbe essere il nono anno di ripresa economica. E il rally - quindi - potrebbe non essere finito. Tuttavia l'atteggiamento verso il nuovo anno deve rimanere vigile

di Redazione Soldionline 5 dic 2017 ore 14:27

Il 2018 potrebbe essere il nono anno di ripresa economica. E il rally - quindi - potrebbe non essere finito. Tuttavia l'atteggiamento verso il nuovo anno deve rimanere vigile e caratterizazto da una certa attenzione. Lo consigliano gli esperti di Deutsche Asset Management nell'ambito delle loro previsioni per l'anno venturo.

Ecco le posizioni dei vari analisti del asset manager tedesco:

 

"Aspettiamo il nono anno di ripresa economica. Il rally non è ancora finito”. Con queste parole Stefan Kreuzkamp, Chief Investment Officer di Deutsche Asset Management, ha sintetizzato l’outlook di mercato per il 2018. “Nonostante il ciclo in corso sia in fase molto avanzata, i mercati azionari e l’economia mondiale hanno ancora margine per continuare a realizzare performance positive”, ha aggiunto Kreuzkamp.

 

2018Il CIO di Deutsche AM ha osservato che quest'anno la recessione ha colpito solo il tre percento dei Paesi del mondo, un’incidenza tra le più basse degli ultimi anni. I Paesi industrializzati ed emergenti hanno sorpreso i mercati con dati economici positivi, e per la prima volta in dieci anni il 2017 ha visto crescere simultaneamente a doppia cifra gli utili aziendali di Stati Uniti, Europa, mercati emergenti, Giappone e Cina.

Kreuzkamp non si aspetta avversità da un aumento dell’inflazione o da una politica dei tassi più restrittiva da parte delle banche centrali. Nel prossimo futuro tre delle cinque maggiori banche centrali dovrebbero aumentare i tassi, ma i rialzi saranno moderati. Eventuali stimoli derivanti dai riacquisti di obbligazioni saranno inoltre confermati anche nel 2018 in Europa e Giappone. D’altro canto, l’inizio della fine della politica monetaria ultra-accomodante è ormai arrivato. Secondo Kreuzkamp sarà interessante vedere chi saranno i possibili candidati ad assumere la guida della BCE nel 2019, mentre il nuovo capo della Fed Jerome Powell non dovrebbe attuare cambiamenti radicali alla politica monetaria statunitense.

 

Mercati obbligazionari: avanti così

Bill Chepolis, Head of Fixed Income, EMEA, ritiene che non sia più il momento di svalutazioni del dollaro, in quanto è stata raggiunta la divergenza massima. Ciò dipende anche dal fatto che nell’eurozona la crescita economica ha riservato sorprese positive. Inoltre, la UE ha guadagnato in gradimento dei propri cittadini e la scena politica è generalmente più stabile rispetto agli Stati Uniti.

Sul fronte obbligazionario, Chepolis non ritiene necessario modificare le previsioni dell’anno scorso: le maggiori opportunità riguardano le obbligazioni societarie, in particolare i titoli in dollari USA che offrono migliori rendimenti di quelli in euro, anche al netto dei costi di copertura. Molto interessanti anche le obbligazioni high yield: quelle dei mercati emergenti offrono rendimenti altrettanto elevati grazie al sostegno di forti fondamentali, buona crescita e bassa inflazione. Nel 2018 saranno importanti anche la duration attiva e la gestione valutaria.

 

Le aspettative sugli utili spingono al rialzo i mercati azionari

Andre Köttner, Co-Head of Equities, sostiene che una buona performance dell’economia dovrebbe riflettersi nell’andamento dei mercati azionari, ma ammette che attualmente le azioni sono care. Il movimento al rialzo continuerà il prossimo anno, spinto dalle aspettative di utili aziendali positivi. “I prezzi azionari seguono i profitti aziendali”, ha osservato l'esperto di Deutsche AM.

Nel 2018 i maggiori stimoli arriveranno dal settore tecnologico e dai mercati emergenti, nonché da Giappone ed Europa. Oltre all’elevata domanda di tecnologici, il settore finanziario potrebbe diventare il secondo settore più forte del 2018. Negli Stati Uniti le prospettive sono per una riduzione della regolamentazione, un rialzo dei tassi di interesse e dividendi più elevati. In Europa il consolidamento prosegue a pieno ritmo e gli sforzi di ristrutturazione daranno i loro frutti.

Per quanto sia fiducioso, Köttner non si aspetta che le borse generino rendimenti con una volatilità bassa come nel 2017. La fine di questo corso potrebbe essere causata da cifre inattese sul fronte dell’inflazione, una crescita deludente in Cina o il naufragio dei piani di riforma fiscale negli Stati Uniti. In questo momento gli investitori hanno una forte propensione al rischio, pertanto nel 2018 potremmo assistere a liquidazioni improvvise delle posizioni di rischio.

Christian Hille, Head of Multi Asset, ha inoltre sottolineato che i mercati stanno attraversando la fase avanzata del ciclo, e in questo momento la diversificazione degli investimenti è particolarmente importante. Il model portfolio di Deutsche Asset Management nel multi-asset comprende attualmente 40% di obbligazioni, 45% di azioni e 15% di investimenti alternativi. Come possibili strumenti alternativi, Hille ha indicato gli investimenti infrastrutturali e l’oro. Un portafoglio così diversificato ha tutte le carte in regola per affrontare il nuovo anno.

In chiusura, Stefan Kreuzkamp ha dichiarato che Deutsche Asset Management guarda al 2018 con un atteggiamento “positivo ma vigile”.

Previsioni a 12 mesi:

  • Crescita
    • EU: +2,0%a
    • USA: +2,3%
    • Cina: +6,5%
    • Mondo: +3,7%
  • Tassi di interesse di riferimento
    • USA: 1,75-2,00%
    • BCE: 0%
  • Euro/dollaro: 1,15
  • Inflazione
    • Eurozona: 1,4%
    • USA: 1,8%
  • Azionario
    • Dax: 14100 punti
    • S&P 500: 2650 punti
  • Materie Prime
    • Oro: 1230 dollari
    • Petrolio (WTI): 55 dollari
  • Rendimenti obbligazionari
  •  
    • Titoli sovrani USA a 10 anni: 2,6%
    • Obbligazioni federali tedesche a 10 anni: 0,8%
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