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Non è la Corea, non è la Francia

Oggi vi segnaliamo che il rialzo del prezzo dell’oro è un segnale da interpretare con attenzione e non in modo superficiale

di Valter Buffo 19 apr 2017 ore 09:15

Commento giornaliero di www.recce-d.com

 

Abbiamo aperto ieri una serie di interventi sulla paura: la paura che si vede e si tocca sui mercati finanziari in queste prime settimane del 2017 (almeno, per chi è più attento), anche se gli indici di Borsa sfiorano tutt’ora i massimi assoluti, ed anche se tutti gli “indici di fiducia” sono anche loro sui livelli massimi. E’ un fenomeno strano, una anomalia (un’altra) che segna in profondità non solo i primi mesi del 2017, ma pure le decisioni da prendere per i mesi che restano in questo 2017. Recce’d vi ha segnalato, qualche settimana fa, i grandissimi problemi dello yen, che in queste ultime sedute poi tutto il mondo ha visto; in seguito, e anche ieri, Recce’d vi ha scritto dell’oro, e della (curiosa, inspiegabile) ascesa nel 2017, verso i 1300 dollari USA per oncia. Noi siamo del parere che il rialzo dell’oro in questo 2017 abbia nulla a che vedere con l’aumento del rischio geopolitico (Siria, Corea del Nord, anche Francia) e abbiamo dalla nostra anche qualche studio scientifico, come ad esempio un lavoro di Cutler – Poterba – Summers che risale al 1989:

(…) a study that appeared in the Journal of Portfolio Management in 1989, written by economics professors David Cutler, Lawrence Summers, and James Poterba (Poterba is at MIT; Cutler and Summers are at Harvard University). Their study focused on the most momentous non-economic events in U.S. history. The second is a list of crisis events compiled by Ned Davis Research. (I didn’t extend my list to prior decades because it was only in the mid 1970s that gold started to freely trade in the U.S.).  During the 18 crises on my list over those two decades, gold bullion fell during 11 of them — or 61% of the time. Its average return across all 18 was a loss of 1.8%. About the only consolation a gold investor can draw from these results is that gold didn’t perform as poorly as the Dow Jones Industrial Average, which fell an average of 4.9% during those same crises.

I dati di questo studio sono rappresentati, con grandissima efficacia, nel primo grafico sotto. Risultati analoghi sono emersi da un secondo studio, a firma Erb- Harvey:

This result is broadly consistent with what was found in a National Bureau of Economic Research study several years ago by Duke University professor Campbell Harvey and Claude Erb, a former commodities and fixed-income manager at TCW Group. Rather than try to independently determine a list of the worst geopolitical crises, they used the S&P 500    as their gauge: If the index fell by a lot, it must be indicative of some sort of trouble. The researchers found that gold fell almost as often as it gained during those months of big S&P 500 losses. Specifically, they found that gold fell during 47% of the months when the S&P experienced those declines, and rose 53% of the time.

Anche questi dati, insieme con alter valutazioni, e un nostro lavoro di simulazione, ci confermano che il rialzo dell’oro degli ultimi mesi non è spiegato, oppure è spiegato solo in piccolo parte, dai fattori geopolitici. Va invece collegato con un sentimento di “paura” che è presente già da molti mesi. Vedremo domani altri dati, come quello del secondo grafico qui sotto.

 

CONCLUSIONE   Recce’d oggi vi segnala che il rialzo del prezzo dell’oro è un segnale da interpretare con attenzione e non in modo superficiale

gold-record-as-a-safe-haven

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Nel daily dedicato ai Clienti, The Morning Brief, di oggi 19 aprile 2017, abbiamo trattato i seguenti temi:

  1.     Quel CAC di Borsa! Quota 5.000 punti cosa significa?
  2.     Oggi la nuova stagione delle trimestrali USA ci porta ad occuparci di Tech, con IBM e Yahoo
  3.     Cosa cambia per la sterlina GBP ora che May ha indetto le Elezioni Politiche?
  4.     SEZIONE L'OPERATIVITA'    questa settimana sul piano operativo ritorniamo sui settori, che restano, a nostro modo di vedere, una delle grandi opportunità per fare performance nel 2017; e questa settimana si riapre negli USA la stagione dei risultati trimestrali
  5.     SEZIONE L'ANALISI    ci dedichiamo, questa settimana, alla Rivoluzione che è in corso è che sta trasformando il settore del risparmio; in particolare, analizziamo la fuga dal “risparmio gestito”, il rifiuto dei Fondi Comuni ed anche delle GPM da parte di un numero crescente di risparmiatori: quali sono le cause? E quali alternative di servizio offre oggi il settore?

 

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