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La Cina non compera più?

La politica delle tasse è cambiata molto in Cina, e per nulla negli Stati Uniti. Perché allora tutti parlano solo di Trump?

di Valter Buffo 15 mag 2017 ore 11:50

Commento giornaliero di www.recce-d.com

 

Il caos Trump in questi primi quattro mesi del 2017 ha distratto i mercati e gli investitori da questioni ben altra sostanza: mentre Trump produce una raffica di annunci con scarse implicazioni pratiche, ad esempio, il Governo cinese ci ha… dato dentro. Per questo noi di Recce’d, con ripetuti interventi su SoldiOnline.it, abbiamo richiamato regolarmente l’attenzione su ciò che accade in Cina, dove è già stata realizzata una manovra sulle tasse, ben più profonda e significativa da quella che Trump, per ora, ha solo fatto intravedere e solo a parole. Vi stiamo parlando, oggi, de pesanti controlli sui flussi di capitale, introdotti sulla fine dello scorso anno dal Governo cinese con due obbiettivi: frenare la discesa del cambio dello yuan, e sostenere un’economia in rallentamento con investimenti all’interno, anziché all’estero. La mossa va dunque inquadrata in un contesto di rallentamento, e va interpretata anche alla luce dei segnali di instabilità sui mercati interni (delle obbligazioni in particolare).

President Xi Jinping’s pledge to rein in financial risk has rattled investors, prompted the cancellation of debt sales and compelled the central bank to pump liquidity into markets. The push for safety has stoked fears the economy, which grew 6.9 percent last quarter for its first back-to-back acceleration in seven years, may be set to slow through the year. While China’s economy picked up in the past two quarters, giving authorities room to tighten regulation with the aim to clean up the country’s financial system, there are some signs of softening.

Un dato è sufficiente per chiarire la profondità e l’ampiezza dei nuovi controlli. Gli investimenti diretti all’estero sono scesi del 67% tra gennaio ed aprile, rispetto allo stesso periodo del 2016, anno in cui la Cina ha fatto segnare un nuovo record di acquisizioni all’estero (250 miliardi di dollari USA). Nei due grafici qui sotto, vi mettiamo in evidenza sia il calo dei dati per le acquisizioni all’estero, sia il dettaglio dei settori interessati dalle acquisizioni.

Analysts see few signs of a rebound as Chinese regulators make it difficult for acquirers to move money overseas. Foreign sellers have also thrown up new hurdles after getting spooked by a string of canceled deals. Some are forcing suitors to pay unusually large penalties if offers fall through, while others are shunning Chinese bids in favor of lower-priced offers from elsewhere.

CONCLUSIONE   Recce’d segnala che la politica delle tasse è cambiata molto in Cina, e per nulla negli Stati Uniti. Perché allora tutti parlano solo di Trump?

 

calo-dei-dati-per-le-acquisizioni-all-estero

Fonte: BBG

 

dettaglio-dei-settori-interessati-dalle-acquisizioni

Fonte: BBG

 

Nel daily dedicato ai Clienti, The Morning Brief, di oggi 15 maggio 2017, abbiamo trattato i seguenti temi:

  1.     I dati di venerdì 12 fanno risalire l’euro verso 1,1000 contro USD
  2.     Macron è insediato alla Presidenza. E adesso, per le Borse europee che motivi di interesse restano?
  3.     Trump ed FBI: è una cosa seria? Per noi di Recce’d è MOLTO seria
  4.     SEZIONE L'OPERATIVITA'    questa settimana sul piano operativo ci dedichiamo ai Mercati Emergenti ed alle materie prime
  5.     SEZIONE L'ANALISI    questa settimana per il nostro approfondimento il tema è la Cina, che per noi oggi è il fulcro dell’intero quadro finanziario internazionale

 

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