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Il Trump Trade? Potrebbe non essere arrivato alla fine

Il cosiddetto Trump Trade, ossia il rialzo simultaneo del mercato azionario americano, dei rendimenti dei Treasury e del dollaro seguito alla vittoria di Donald Trump alle presidenziali, è davvero finito?

di Redazione Soldionline 19 mag 2017 ore 11:48

Le prese di beneficio dei giorni scorsi giorni, sui mercati europei e su quello americano, hanno spinto qualche operatore a pensare che la spinta dell'amministrazione Trump possa essere arrivata al limite. Ma il cosiddetto Trump Trade, ossia il rialzo simultaneo del mercato azionario americano, dei rendimenti dei Treasury e del dollaro seguito alla vittoria di Donald Trump alle presidenziali, è davvero finito?
Secondo James Athey, Senior Investment Manager di Aberdeen Asset Management, potrebbe non essere così.

 

Attualmente è comune ritenere che il Trump Trade (il rialzo simultaneo del mercato azionario americano, dei rendimenti dei Treasury e del dollaro seguito alla vittoria di Donald Trump alle presidenziali) si stia esaurendo. I mercati azionari hanno perso il 2% questa settimana ed il dollaro ha lasciato sul terreno tutto il recupero visto a partire dalle elezioni.

donald-trump_3Stando alle condizioni finanziarie, le voci sulla fine del Trump Trade sono esagerate. Le condizioni finanziarie hanno avuto una stretta aggressiva tra agosto e novembre dello scorso anno dato che le previsioni di crescita sono migliorate, i rendimenti sono cresciuti così come il dollaro mentre i mercati azionari sono rimasti stabili. L’inversione di rotta è arrivata a novembre quando i mercati sono diventati rialzisti per le attese di espansione fiscale e deregulation da parte del presidente Trump. Questo ha portato ad un allentamento incessante delle condizioni finanziarie nonostante i due rialzi dei tassi operati dalla Fed.

Hanno perso soltanto il 2% dato che i mercati hanno cominciato a preoccuparsi se Trump riuscirà a far passare la sua agenda legislativa. Se il Trump Trade si fosse davvero esaurito allora le condizioni sarebbero di nuovo ai livelli a cui erano a novembre, o anche più alti per tenere conto dei due rialzi che abbiamo avuto da allora. Il piccolo incremento che abbiamo visto nelle condizioni finanziarie non può essere ignorato ma mostra che abbiamo molta strada da fare perché i mercati tornino davvero alle posizioni pre-Trump.

Le condizioni finanziarie contano perché la Fed si basa molto su queste per la sua azione e vuole siano più strette di quanto siano attualmente. Così com’è, il Trump Trade ha eliminato completamente qualsiasi impatto di un qualche peso degli ultimi due rialzi avuti dopo le elezioni.

Infine, il Trump Trade è un classico esempio dei mercati finanziari che si superano da soli. Basandoci sulla matematica del Congresso e sul funzionamento del sistema politico americano, il presidente Trump non sarà mai in grado di legiferare così audacemente e unilateralmente come la retorica suggerisce. Bisogna cercare di guardare oltre il rumore e cercare di valutare la direzione del viaggio. Questa punta chiaramente ad uno in cui gli Usa sono completamente concentrati su una maggiore spesa, meno tasse e deregulation. La crescita globale si sta risollevando e tutto indica che la Fed si atterrà al suo piano di rialzi. Siamo quindi felici di continuare ad essere posizionati per i continui miglioramenti negli Usa e nella crescita globale e di conseguenza per il minor ricorso al supporto vitale monetario.


GRAFICO - Il Goldman Sachs Financial Conditions Index:

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