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I rischi nascosti della caccia al rendimento e della bassa volatilità

La politica ultraespansiva adottata dalle banche centrali negli ultimi anni ha portato i saggi delle varie asset class ai minimi storici. Si è alzato il livello dei rischi

di Redazione Soldionline 21 dic 2017 ore 14:00

La politica ultraespansiva adottata dalle banche centrali negli ultimi anni ha portato i saggi delle varie asset class ai minimi storici. Uno scenario che ha costretto gli investitori ad incrementare i rischi per riuscire a spuntare rendimenti accettabili.
Questa strategia - logicamente - non è priva di rischi, come evidenziato da Ombretta Signori, Senior Strategist di AXA Investment Managers.
Come gestire, quindi, questa situazione? Ombretta Signori segnala tre fattori principali da monitorare il prossimo anno.

 

Il QE globale impiegherà anni a normalizzarsi e le banche centrali prestano molta attenzione alla forward guidance per evitare di provocare volatilità sul mercato. Tutto ciò probabilmente prolungherà lo scenario favorevole per gli strumenti più esposti al rischio e la volatilità. Tuttavia ci sono tre fattori principali da monitorare il prossimo anno.

riskPrimo, la chiusura del QE su scala globale potrebbe incrementare i rischi e la leva finanziaria del mercato, con conseguenze negative che sono difficili da quantificare ex ante, a causa dei profili di rischio estremi tipici delle crisi di mercato. Per esempio, durante la crisi dei sub-prime, le strategie sui premi per il rischio di volatilità hanno registrato ingenti perdite e la liquidità si è esaurita. Ci è voluto tempo prima che i mercati riprendessero fiducia in questi prodotti.

Secondo, ci vuole tempo affinché l’impatto della politica monetaria della Federal Reserve si rifletta sulla volatilità azionaria, ma negli Stati Uniti la normalizzazione è già iniziata mentre l’Area Euro sta lentamente seguendo lo stesso esempio: questo ci fa pensare a un possibile aumento della volatilità. Non va tuttavia dimenticato che il VIX, generalmente, segue i tassi sui Fed fund con un ritardo di circa due anni.

Terzo, le preoccupazioni per l’espansione economica negli Stati Uniti potrebbero intensificarsi a fine 2018, riducendo l’effetto positivo sui mercati.

Considerando tutti questi fattori, preferiamo usare la volatilità come fonte di copertura, anziché come fonte di carry. I carry trade obbligazionari sembrano inoltre una buona forma di copertura del portafoglio nel caso di improvvisi ribassi del mercato grazie alla bassa correlazione con strategie analoghe e alle buone performance durante le fasi di stress.

 

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