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Forza d’inerzia sui mercati, ma si rallenta

Una fase di relativa stasi sembra dimostrare che non si è ancora consolidato il timore di una sopravvalutazione dei titoli. Ma l’analisi va fatta Paese per Paese, e l’Italia potrebbe soffrire per un’economia che stenta a riprendersi.

di Mario Elia 27 set 2017 ore 09:59

Trump, sempre più chiuso in clinch dal Russiagate e dall’Emailgate, continua a twittare sfracelli, mentre il ministro degli esteri nordcoreano gli risponde per le rime. Non abbiamo finora manifestato reali timori di guerra, ma scrivendo ci è tornato in mente che Guglielmo II di Prussia, lo Zar Nicola II e il Re inglese Edoardo VII erano affiatati cugini primi. In virtù di errori diplomatici e politici di ogni tipo, questi tre scellerati riuscirono a far decollare la Grande Guerra. Venti milioni di morti, nessuno l’avrebbe mai previsto. Né sono oggi chiarite le cause scatenanti della carneficina (sic, lo storico Lucio Villari). Trump e Kim Jong-Un sono avvertiti.

Rating rivisto al ribasso per le economie di Regno Unito e Cina (quest’ultima se ne è lamentata), ma con la sterlina ancora debole per il primo e con una grande macchina industriale in moto per la seconda, non intravediamo significative conseguenze.

Merkel, “cancelliera dimezzata” (in calo dell’8% rispetto al 2013), si accorge che c’è qualcosa di più difficile della fisica, in cui è laureata, ed è la politica. Le difficoltà tedesche a formare un governo si rifletteranno sull’economia Ue.

Theresa May ha invece scelto le sue vacanze italiane apparentemente per inviare pacifici segnali di fumo all’Unione, in realtà per far capire che i britannici, dopo la Brexit (il referendum, grande errore di Cameron, che non se ne è pentito..), non sono disposti a sborsare quanto richiesto.

Iniziamo subito con il grafico sugli assi di equilibrio delle principali borse mondiali, i cui dati vengono rilevati ogni venerdì sera e ai quali aggiungiamo le chiusure di ieri:

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Come si osserva, Tokyo e Francoforte sono più intonate al rialzo rispetto alle consorelle. Questa tendenza potrebbe avere un significato, ma in alcuni casi (non questi) va interpretata in senso opposto: chi ha corso molto rallenterà e chi ha perduto molto risalirà. Analisi fondamentale contro analisi tecnica, perfetto.

 

ABOUT ITALY

Il maggiore indice italiano, come appena scritto, nelle ultime ottave non stava viaggiando male e ce lo dimostra il grafico Soldionline degli ultimi tre mesi:

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Le tendenze positive di Piazza Affari hanno accusato il colpo al ribasso di lunedì scorso, ma le medie mobili di Richard Donchian (a 5 e a 20 giorni) indicano ancora una promettente (in parte già consunta) fase di crescita.

Che dire? Nonostante tutto non siamo degli aficionados di Piazza Affari, perché inevitabilmente riflette un’economia stazionaria, a dispetto dei dati ottimistici del Mef. Troppa cattiva politica, scarsa cultura della legalità in buona parte del Paese, corruzione e parassitismo diffusi non sono un buon viatico per l’investitore. Eppure il Belpaese è il settimo al mondo nella produzione manifatturiera e il secondo nel risparmio privato, che però non cresce più al ritmo degli anni passati. La parsimonia italiana, in particolare, rappresenta una grandiosa risorsa economica, disponendo le banche di depositi da girare alle aziende più promettenti. Ma abbiamo sotto gli occhi ciò che hanno combinato i super-pagati manager degli istituti di credito.

Tuttavia, nell’ambito delle 221 società quotate nell’All Share Index, soprattutto fra le Small e Mid Cap, esistono ottime opportunità di acquisto. È possibile selezionarle con vari criteri e consigliamo di munirsi di un percorso ragionato, che tenga conto perlomeno delle notizie, dei settori, dei trend e dei ratios.

 

UNO SGUARDO DAL PONTE

Su questi ed altri argomenti, abbiamo posto alcune domande agli esperti Andrea Curti (Private Banker) e Fabio Donalisio (Market Analist). Leggiamo le risposte.

D – Abbiamo spesso dubitato dei dati diffusi dalle varie istituzioni, anche le maggiori, come Fmi, Bce, Istat, Mef e via di seguito. Alcuni fanno sorridere per la spavalda sicurezza con cui prevedono il futuro, pur non avendo saputo interpretare il passato. L’investitore può essere fuorviato dalla presunta autorevolezza di queste fonti?

Tutti i dati macro che leggiamo provengono dalle principali agenzie mondiali come quelle citate nella domanda e, in effetti, come chiaramente esposto, bisogna saperli leggere bene; facciamo un esempio: la Cina per diversi anni ha continuato a registrare valori di crescita del 7% e quindi è pacifico che in Cina ci sia crescita, ma difficilmente è ragionevole pensare che questa sia sempre dello stesso valore.

D – Chi deve in un modo o nell’altro allocare i risparmi decide quasi sempre per scegliere i mercati casalinghi e confida nei rialzi che dovrebbero prodursi con la nuova crescita economica. Ma sono davvero credibili i segnali di ripresa economica in assenza generalizzata di inflazione?

Home bias è un'espressione che viene utilizzata in finanza quando il risparmiatore tende a comprare obbligazioni e azioni riferite principalmente a dove risiede e quindi al mercato casalingo; è infatti dimostrato che tantissimi abitanti di Modena detengono azioni Ferrari così come tantissimi abitanti di Torino detengono azioni Fiat; questo, se da una parte può provare la presunta miglior conoscenza di una specifica azienda di riferimento del territorio, dall'altra richiede di valutare in ogni caso i valori macro presenti nel mondo e in quel Paese, che risultano essere di estrema importanza, proprio come lo è l'inflazione.

D – Nemmeno le notizie internazionali più rilevanti sono riuscite a condizionare l’andamento dei mercati che contano. Sembra che le quotazioni siano influenzate solo più dalle politiche monetarie, della Fed e della Bce, in primo luogo, ma ormai anche dalla Boc, dalla Boj e dalla Boe. Non era così, un tempo, prima che emergesse la scuola di Chicago. Pensate che il monetarismo sarà una forza gravitazionale permanente?

Sicuramente le banche centrali stanno giocando un ruolo sempre più fondamentale nell'economia; basti pensare che la più potente istituzione del mondo è proprio la FED e la seconda è la BCE: questo ci fa capire come, nel caso di scelte effettuate sui mercati da queste diverse controparti, si creino delle forti oscillazioni sui relativi indici di riferimento; un privato o un gruppo di privati, e così come un gruppo anche di varie istituzioni non potrà mai "muovere" tanto i mercati come possono fare le Banche Centrali ed è quindi importante comprendere le mosse e le dinamiche di queste istituzioni per poter agire bene sui mercati, indirizzandosi ad operare nel trend corretto.

D - Nello scorso incontro, parlando dei titoli italiani, avete accennato ad alcune aziende mid cap o small cap: una di queste, Bio-On ha davvero sovraperformato. Viene da pensare che , perché effettivamente dove ci sono idee innovative e buone gestioni i tassi di crescita sono notevoli.

In questi anni sicuramente tutte quante le aziende Small o MidCap beneficeranno dei PIR italiani, iniziati soltanto nel corso di questo 2017; è così che alcune realtà, già forti del loro e con un buon business, potranno davvero sovraperformare in un periodo in cui si cerca di far confluire la liquidità dei risparmi italiani anche su queste aziende di piccole dimensioni. Si presentano quindi oggi numerose opportunità con i PIR, sopratutto in questo segmento.

D – Diversamente, abbiamo la sensazione che non siate molto propensi agli investimenti short. Eppure gli Hedge Fund sono costantemente alla ricerca di buoni titoli da comprare long e di cattivi titoli da vendere allo scoperto.

Le tecniche per operare bene sui mercati sono davvero molteplici e possono essere attuate strategie short o long in base alle dinamiche di mercato e all'obiettivo del risparmiatore stesso; se da una parte infatti, come sappiamo, nel lungo periodo l'azionario ha sempre ripagato di più rispetto alle altre asset class, dall'altra parte, anche nel breve, si possono ottenere ottimi rendimenti, come il caso del gennaio 2015 quando, con l'introduzione del QE, i titoli di Stato dell'area euro del lungo periodo sono cresciuti del 30-40% in un paio di giorni.

 

LA DONCHIAN STRATEGY CONTINUA LA SUA MARCIA

Messi a punto i vari e indispensabili accorgimenti, il method procede con il pilota automatico:

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Avendo disposto la entry rialzista il 31 agosto scorso, dopo 15 sedute il certificate Bnp Paribas registra una crescita del 4,02%, essendo passato dal 8,45 a 8,79 euro.

 

FONDAMENTALMENTE

Operiamo sia in senso long che in senso short, e sia seguendo la strategia delle medie mobili che le indicazioni che provengono dall’analisi fondamentale, soprattutto seguendo le indicazioni dello studioso e accademico statunitense Joel Greenblatt. Dalla terza decade di agosto, deteniamo in portafoglio un poker di titoli, e precisamente:

Azienda Settore Data acquisto Profitti/Perdite %
Mckesson Prodotti sanitari 21.08.2017 + 4,41
Prima Industrie Sistemi laser 21.08.2017 + 5,7
Posco Acciai 21.08.2017 - 5,22
United Tchnologies Meccanica avanzata 21.08.2017 - 3,77

Dopo una partenza a razzo, la performance media dei quattro titoli è rallentata, fino a una sensibile caduta, ma nell’ultima settimana ha ripreso vigore, grazie all’andamento di Mackesson e di United Technologies. Ieri anche Posco ha iniziato il recupero (+ 1,27%). Il portafoglio registra un progresso medio dell’1,12%.

 

LE SFERE DI CRISTALLO

Per quel che valgono le previsioni finanziarie, non è una cattiva idea osservare l’operatività degli e in ambiente S&P500, ma non dimentichiamo che stiamo analizzando il passato prossimo, mentre il presente e il futuro potrebbero prendere un’altra strada:

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L’indice, che racchiude il concetto di , non era così rassicurante dai tempi delle 10 sedute intercorse fra il 13 e il 26 luglio, allorché, in piena ascesa dei listini Usa, oscillò da un minimo di 9,36 a un massimo di 9,95 punti.

Non diversamente gli istinti dei operanti sul Cme di Chicago, i quali sono andati addirittura a comporre uno scenario che prevede il grande indice statunitense a 2.612 punti nel dicembre 2021:

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Il grafico sovrastante riporta le 6 ultime chiusure dei futures il venerdì di ogni settimana e la prima linea rossa dall’alto, la più recente, dà l’idea di un clima particolarmente fiducioso, sul quale nutriamo alcune perplessità.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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