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E se torna FOMO?

Cosa dire, per spiegare le performances vicine allo zero? Scatta FOMO: scatta la paura di restare fuori, scatta la domanda “ma se poi salisse ancora?”. Lo abbiamo già visto in passato, e lo rivedremo quest’anno

di Valter Buffo 23 nov 2016 ore 09:00

Commento giornaliero di www.recce-d.com

Come scrivevamo anche ieri, l’indice Russell 2000, che è l’indice di maggiore ampiezza per la Borsa di New York, ha il 14esimo rialzo consecutivo: non si vedeva nulla del genere da quel 2003 in cui si chiuse la crisi della “bolla del tech”, anche grazie alla Guerra del Golfo. Si tratta quindi di un segno importante, di un dato da cui non si può prescindere. Dobbiamo però chiederci se è solo una delle tante anomalie di questo novembre 2016, mese “pazzo” come pochi altri, oppure se il mercato di Borsa, americano e globale, è entrato in una nuova fase di rialzo, in un nuovo rally. Per aiutarci nella valutazione, ieri abbiamo preso in esame i dati relativi agli utili societari, mentre oggi guardiamo alla psicologia del mercato.
analisi-tecnica_4Questo perché in Recce’d crediamo che a cavallo della fine anno, sia prima si dopo, la psicologia giocherà un ruolo importante: ci riferiamo, in particolare, all’effetto FOMO, che tradotto in italiano significa “paura di restare fuori”, e che in dicembre e gennaio colpirà in modo duro tutti i gestori di GPM e di Fondi. Perché? Perché la maggioranza di questi signori si è “tenuta prudente” per tutto il 2016, che invece con ogni probabilità passerà alla storia come un anno in cui lo S&P 500 è salito del 8-10%. Come giustificarsi allora con il Cliente? Cosa dire, per spiegare le performances vicine allo zero? Scatta FOMO: scatta la paura di restare fuori, scatta la domanda “ma se poi salisse ancora?”. Lo abbiamo già visto in passato, e lo rivedremo quest’anno. Ovvio che questo non è un dato scientifico, è solo una nostra intuizione: quando si parla e si scrive di “psicologia dei mercati”, ci si deve affidare a metodi empirici. Ad esempio: i modellini matematici che misurano “la paura”, come quello che vedete nel primo grafico qui sotto: che non ci hanno mai persuaso. Noi troviamo più simpatici i grafici che mettono a confronto l’indice di Borsa ed il movimento dei Pianeti, perché questi ultimi ci ricordano che si può fare un grafico con qualsiasi cosa. Ne avete un esempio nel secondo grafico sotto: un esempio che vi dimostra che un grafico potrebbe forse apparire convincente, ma al contrario non spiega mai nulla.

CONCLUSIONE   Recce’d oggi si è occupata di psicologia e grafici, due metodi empirici (e spesso inutili) di ragionare sulle Borse.  

misurano-la-paura

confronto-l-indice-di-borsa-ed-il-movimento-dei-pianeti

Nel daily dedicato ai Clienti, The Morning Brief, di oggi 23 novembre 2016, abbiamo trattato i seguenti temi:

1.    Rotte le soglie psicologiche di 2.200 punti e 19.000 punti, la Borsa USA punta ancora in alto. Il nostro obbiettivo? 20.000 di Dow Jones
2.    Il 4 dicembre sarà un giorno di svolta per i mercati? Recce’d pensa di NO: ma lo sarà invece il prossimo 15 dicembre
3.    Oggi tutto il mercato guarderà al Parlamento di Londra ed alla sterlina GBP: la spesa pubblica aumenterà anche nel Regno Unito?
4.    SEZIONE L'OPERATIVITA'  Trump Rotation: oggi accendiamo i riflettori sul settore Energia
5.    SEZIONE L'ANALISI   Inflazione e mercati finanziari: ci deve preoccupare la massa monetaria?

 

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