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Criptovalute: 4 previsioni per il 2018

Secondo Matteo Oddi l’euforia intorno al bitcoin e alle criptovalute in generale dovrebbe continuare a essere uno dei temi dominanti sui mercati nel 2018

di Redazione Soldionline 10 gen 2018 ore 09:51

Di Matteo Oddi

"Sembra esserci consenso sul fatto che l’euforia intorno al bitcoin e alle criptovalute in generale continuerà a essere uno dei temi dominanti sui mercati nel 2018". Così la pensa Matteo Oddi di Exante, dopo il rally registrato da questa asset class lo scorso anno.
Secondo Oddi nell'esercizio in corso ci saranno quattro temi che caratterizzeranno il comparto delle criptovalute: l’apporto di capitale dagli investitori istituzionali, la regolamentazione da parte delle autorità, la progressiva chiusura del gap tra Wall Street e il mercato delle criptovalute e il rapporto tra bitcoin e altcoin.
Nell'analisi seguente Matteo Oddi analizza nel dettaglio i singoli temi.

  1. Sempre più istituzioni investiranno nelle criptovalute

    criptovalute-graficoMichael Graham, analista della società di wealth management Canaccord Genuity, con alle spalle diversi report sulle criptovalute afferma chiaramente che uno dei temi dominanti di tutto il 2018 sarà l’aumento di esposizione al mercato delle criptovalute da parte degli investitori istituzionali.
    “La nostra base di investitori istituzionali è molto interessata a saperne di più sull’argomento e ad avere una maggiore esposizione [al mercato delle criptovalute]”, dice Graham.
    La crescente diffusione dei prodotti di investimento mirati alla fascia degli investitori istituzionali e legati al bitcoin sembra corroborare questa tesi. Il 2018 dovrebbe infatti vedere il debutto dei futures sulla criptovaluta presso i listini di Cantor Fitzgerald, Nasdaq e Tokyo Financial Exchange, dopo che a dicembre il lancio dei contratti derivati di Cboe e CME è stato uno degli eventi che ha gettato le basi per la salita del bitcoin a quota 20.000 dollari. E la seconda metà dell’anno potrebbe riservare addirittura l’approvazione di un ETF.
  2. Le autorità proveranno a regolamentare il fenomeno e il prezzo del bitcoin ne risentirà

    Da tempo stati, banche centrali, agenzie governative studiano il fenomeno delle criptovalute e in un modo o nell’altro hanno diffuso diversi avvertimenti per provare a limitare la speculazione e sottolineare i rischi per gli investitori.
    Per esempio la SEC, autorità di controllo dei mercati finanziari negli Stati Uniti, ha già bloccato il trading delle azioni di alcune società sulla base di alcuni timori in merito alla veridicità dei loro legami con il settore della blockchain e delle criptovalute.
    Anatoliy Knyazev di Exante, esperto di blockchain e criptovalute, ritiene che eventi del genere si faranno ancora più frequenti nel 2018 e che “il peso di una regolamentazione più invadente” si manifesterà a pieno attraverso un evento che sarà causa di «un forte turbamento per l’intero settore, alla stessa maniera della stretta operata dalla Cina a settembre su ICO ed exchanges.
  3. Le altcoin continueranno a crescere, ma il bitcoin prevarrà

    Nonostante l’ascesa di diverse altcoin abbia contribuito a far crollare l’indice della dominanza del bitcoin ai minimi storici, la principale criptovaluta manterrà la sua posizione di leader del mercato proprio in quanto punto d’entrata per ogni nuovo investitore che vuole accedere al mondo delle criptovalute.
    Lex Sokolin, chief strategist specializzato nel settore fintech per la britannica Autonomous Research, non ha dubbi: «Bitcoin ha un effetto rete così magnifico che non riesco immaginarlo superato da un’altra altcoin a cui è leggermente inferiore come mezzo di pagamento o in altre funzioni». E aggiunge: «Una delle criptovalute nella top 10 crollerà».
  4. Presto ci sarà un’IPO legata alle criptovalute

    Graham prevede che l’interesse nelle valute digitali condurrà alla quotazione in borsa di una o più società che operano nel settore delle criptovalute.
    L’analista di Canaccord pensa che «quest’anno il pubblico assisterà ad alcune IPO legate alle cripto e ad altre legate in maniera più ampia alla blockchain»
    Uno dei nomi che è girato negli ultimi tempi è infatti quello di Coinbase, il maggiore exchange di criptovalute negli Stati Uniti, che ha raggiunto una valutazione da 1,6 miliardi di dollari. Già a dicembre il presidente della società Asiff Hirji aveva ventilato la possibilità un’offerta pubblica iniziale da parte di questa piattaforma.
La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.
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