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Azionario Usa: i profitti aziendali indicano la strada

Tra i vari indicatori che si possono utilizzare per capire da prossima direzione dei mercati ci sono i profitti delle aziende quotate. E secondo Jim Rickards i profitti dicono che la correzione al ribasso è vicina.

di Marco Delugan 14 nov 2017 ore 15:06

Sembrano inarrestabili, fino a quando non si fermano. E a quel punto, all’improvviso arriva il crollo. O la correzione, se preferite. Succede sempre così.

Ma davvero non ci sono mai segnali di avvertimento, non c’è mai il modo di prevedere il crollo delle quotazioni?

Ovviamente c’è, e spesso i segnali sono accompagnati da montagne di dati e riflessioni. Ma nessuno li vuole guardare.

Ne ha scritto in questi giorni Jim Rickards su The Daily Reckoning, suggerendo anche un metodo che a suo parere può dare indicazioni chiare su dove sono e dove andranno i mercati.

grafico-azionarioI dati decisivi, secondo Rickards, sono i profitti aziendali. Basta proiettarli nel futuro e applicarvi i multipli corretti. E da quello che si vede da operazioni di questi tipo, i multipli azionari (come il rapporto P/E, il rapporto Prezzo/Cash Flow e quello Price/sales) sono già a livelli molto alti, tali da non permettere di ipotizzare altri grossi margini di crescita.

L’unica variabile che può giustificare un’ulteriore crescita delle quotazioni è l’andamento dei profitti in sé e per sé, cresciuti molto nel 2017 rispetto al 2016. E se si proiettasse lo stesso andamento anche nel 2018, allora si che si potrebbe pensare a un proseguimento della fare rialzista.

Il problema è che nel 2016 l’andamento dei profitti è stato particolarmente debole. E crescere bene rispetto al 2016 non era quindi molto difficile. Ma crescere altrettanto bene nel 2018 rispetto al 2017 non sembra altrettanto facile. 

Secondo Rickards, inoltre, i dati macroeconomici, e soprattutto la sintesi conosciuta come Leading indicator, prospettano un prossimo rallentamento della crescita. Rallentamento che porterebbe inevitabilmente con se la flessione dei profitti aziendali e delle quotazioni azionarie. Senza contare che la progressiva riduzione del quantitative easing della Fed va nella stessa direzione, e cioè verso la riduzione del tasso di crescita dell’economia Usa.

In uno scenario del genere, secondo l’analista americano, i prezzi potrebbero anche calare del 20%.

E tutto questo senza mettere in conto una possibile guerra con la Corea del Nord.

“Sì, forse è proprio l’ultima possibilità di alleggerire il tuo portafoglio,” ha concluso Rickards.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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