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Azionario europa: la prospettiva è più chiara

Le attese, per i mercati europei, continuano ad essere positive grazie a 3 motivazioni: macroeconomiche, politiche e legate ai fondamentali

di Redazione Soldionline 19 giu 2017 ore 12:19

I mercati azionari del Vecchio Continente continuano ad essere caratterizzati da prospettive positive. L'outlook favorevole deriva da 3 motivazioni: macroeconomiche, politiche e legate ai fondamentali. Lo scorso anno, i flussi di capitale sull’azionario europeo hanno mostrato un segno negativo, a causa di una combinazione tra i timori su Brexit e altre incertezze politiche. Quest’anno, i deflussi si sono fermati e i capitali stanno tornando a fluire sull’asset class. Tuttavia, le valutazioni non paiono particolarmente “economiche”.  Lo scrive Thomas de Saint-Seine, CEO and Head of Equities di RAM AI. Ecco il suo commento:

 

Le prospettive per l’azionario europeo continuano al momento a essere positive, un outlook basato su tre fattori. In primo luogo, ci sono stati miglioramenti macro nei mercati del Vecchio Continente, a indicare che gli utili per azione (EPS) dovrebbero essere in linea, o superiori, alle attese. Allo stesso tempo, gli indici PMI rimangono solidi. In secondo luogo, il quadro politico è diventato più rassicurante per gli investitori, soprattutto dopo le elezioni francesi e olandesi, e le elezioni locali in Germania. Terzo, gli investitori si stanno concentrando sui fondamentali, creando un contesto favorevole per gli stock picker e indicando che l’azionario europeo dovrebbe continuare a sovraperformare.

 

europa_11Gli indici PMI per l’Eurozona sono molto alti: ciò suggerisce che lo slancio sta migliorando e che le prospettive per gli utili dovrebbero crescere nei prossimi mesi. In effetti, vi è un forte collegamento tra momentum degli utili e degli indici PMI.

Sin qui nel 2017, la tendenza dell’indice MSCI EURO è chiaramente migliorata, indicando che le attese degli analisti per la crescita del 2017 e del 2018 dovrebbero essere rispettate. Ciò riflette anche la politica della BCE, che ha contribuito a migliorare il quadro generale dell’area della moneta unica.

 

La vittoria di Macron in Francia è stata una sorpresa positiva, una delle prime negli ultimi quattro anni per il Vecchio Continente. I risultati politici che i mercati vedono in maniera positiva o rassicurante stanno aiutando a creare un contesto allettante per gli investitori – nonostante i negoziati su Brexit, l’attuale incertezza per il tumulto politico nel Regno Unito, la possibilità di elezioni anticipate in Italia.

 

Lo scorso anno, i flussi di capitale sull’azionario europeo hanno mostrato un segno negativo, a causa di una combinazione tra i timori su Brexit e altre incertezze politiche. Quest’anno, i deflussi si sono fermati e i capitali stanno tornando a fluire sull’asset class.  Questa tendenza è visibile anche per la nostra strategia sull’azionario europeo, che ha visto una maggior domanda e sottoscrizioni in terreno positivo. L’outlook è sempre più in miglioramento e ci aspettiamo maggiori afflussi. Tale trend è visibile in particolare sui fondi di investimento del segmento small&mid cap.

 

L’azionario europeo resta anche allettante rispetto ai listini americani, oppure comparando il rendimento da dividendo medio (3,4%) al rendimento di benchmark obbligazionari (come il Bund 10 anni, circa 0,25%). Inoltre, gli investitori stranieri continueranno a preferire l’azionario europeo, dato lo slancio positivo e il miglioramento del quadro economico.

Per quanto riguarda l’asset allocation, da inizio anno la nostra strategia dedicata all’azionario europeo ha aumentato il peso sull’Europa continentale, incluse Italia, Francia, Germania e Svizzera, alle spese del Regno Unito. Questa decisione è stata influenza dal miglioramento di alcuni mercati, come proprio l’Italia. L’elevata dispersione dei fondamentali dei titoli nel settore industriale lo rende interessante per le nostre strategie long-only, poiché troviamo diversi titoli allettanti sotto il profilo growth/momentum e value, specialmente nei Paesi scandinavi. Proprio la Svezia rimane la maggiore posizione sovrappesata, mentre l’attuale trend fondamentale negativo pesa su numerose società small & mid cap britanniche, motivo del significativo sottopeso sull’asset class.

 

Tuttavia, le valutazioni non paiono particolarmente “economiche” dopo anni di ritorni positivi e, di conseguenza, è sempre più cruciale essere selettivi e identificare le società con fondamentali solidi e qualità intrinseche. L’Europa è dunque interessante sia da una prospettiva long-only che long/short, con l’approccio di stock picking che dovrebbe premiare gli investitori nel 2017.

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