La scalata di Ripple, l’anti bitcoin. Ecco perché ora piace alle banche (Corriere della Sera)

Data News 03/01/2018

di Mauro Introzzi

Il quotidiano descrive le principali caratteristiche di Ripple, divenuta in queste settimane la seconda criptovaluta per capitalizzazione in scia al bitcoin dopo un 2017 che l’ha vista apprezzarsi di ben il 36.018%. Il Corriere della Sera evidenzia come nonostante un fine medesimo (decentralizzare le informazioni), Ripple sia molto diverso dalla moneta digitale più celebre. Innanzitutto è stato creato da una società californiana, che ha raccolto diverse decine di milioni di investimenti anche dalle banche come il Santander. In sostanza - riporta il quotidiano - “si tratta di un protocollo che permette di avere un libro mastro delle operazioni decentralizzato ma comunque certificato da alcuni grandi nodi della Rete, come gli operatori telefonici o le istituzioni accademiche (nella fattispecie il Mit di Boston)”. In altre parole non nasce come strumento anonimo e rivoluzionario come il bitcoin, il cui fine è sfuggire a qualunque autorità monetaria, ma permette allo stesso modo l’uso della blockchain.


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