Il FTSEMib sfiora i 22mila punti. Balzo di BPER Banca

Piazza Affari e le borse europee hanno beneficiato dei dati sull’occupazione negli USA, che sono risultati migliori delle attese. Pessima giornata, invece, per Banca Carige

Data News 04/08/2017

di Edoardo Fagnani

Piazza Affari e le principali borse europee hanno terminato l’ultima seduta della settimana con gli indici in rialzo, beneficiando dei dati sull’occupazione negli Stati Uniti, che sono risultati migliori delle attese. Banche sotto i riflettori: spicca il forte rialzo di BPER Banca, dopo la diffusione dei risultati semestrali. Pessima giornata, invece, per Banca Carige.

Il FTSEMib ha registrato un progresso dello 0,65% a 21.936 punti (minimo di 21.722 punti, massimo di 21.962 punti), terminando la settimana con un rialzo del 2,36%. Il FTSE Italia All Share ha guadagnato lo 0,59%. Segno più anche per il FTSE Italia Mid Cap (+0,06%) e il FTSE Italia Star (+0,11%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 2,25 miliardi di euro, rispetto ai 2,78 miliardi di ieri; oggi sono passate di mano 503.534.530 azioni (566.917.323 nella seduta di ieri). Su 372 titoli trattati, 212 hanno terminato la giornata con un rialzo, mentre le performance negative sono state 143; stabili le rimanenti 17 azioni.

L’euro è sceso a 1,175 dollari, dopo aver sfiorato gli 1,19 dollari.

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

Banche sotto i riflettori.

Ottima giornata per BPER Banca (+6,04% a 5,02 euro). L’istituto ha chiuso il primo semestre del 2017 con un utile netto (escluse le quote di terzi) di 119,06 milioni di euro, in aumento dell’83,9% rispetto ai 64,74 milioni ottenuti nello stesso periodo dello scorso anno; il risultato è stato condizionato da rilevanti componenti non ricorrenti, tra le quali le svalutazioni sulla quota del Fondo Atlante e sulla quota del contributo al FITD-SV per CariCesena per un importo complessivo pari a 61,5 milioni di euro e il badwill generato dall’acquisizione di Nuova Carife pari a 130,7 milioni. A fine giugno i crediti alla clientela, al netto delle rettifiche di valore, ammontavano a 47 miliardi di euro, in aumento dello 0,4% rispetto al valore di inizio anno a perimetro costante. Alla stessa data i crediti deteriorati netti – inclusi gli aggregati riferibili a Nuova Carife – erano scesi del 5,5% a 5,9 miliardi di euro (-6,4% a parità di perimetro). Il management di BPER Banca ha segnalato che il livello ancora molto contenuto dei tassi di mercato e l’elevata competizione nel sistema sull’attività tradizionale di finanziamento continueranno ad esercitare pressione sul rendimento dell’attivo, anche se con intensità in graduale riduzione. Inoltre, la banca sta valutando un intervento straordinario sugli accantonamenti, da effettuarsi all’inizio del 2018, per un importo lordo nell’ordine di un miliardo di euro che, grazie all’ampio buffer di capitale, consentirà di mantenere un  ratio di CET1 superiore all’11%. Allo scopo di completare le analisi relative a questo progetto, il CdA di BPER Banca ha deciso di posticipare l’approvazione del nuovo piano industriale all’inizio del 2018. Dopo la diffusione dei risultati semestrali gli analisti di Mediobanca hanno migliorato le stime sull’utile per azione dell’istituto per il biennio 2018/2019, in seguito alla revisione dei parametri di valutazione della banca; gli esperti hanno confermato il target price di 5,7 euro e il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato).

In altalena Unicredit, dopo il forte rialzo messo a segno ieri; il titolo dell’istituto guidato da Jean Pierre Mustier ha terminato la giornata con un progresso dello 0,39% a 17,89 euro. Non si sono fatte attendere le indicazioni delle banche d’affari dopo la diffusione dei risultati del primo semestre del 2017. Mediobanca e Jp Morgan hanno alzato il target price sull’istituto, portandolo a 22 euro, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione per i prossimi trimestri. Entrambe le banche d’affari hanno confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato). Per lo stesso motivo Equita sim e Jefferies hanno incrementato a 20,7 euro e a 21 euro per azione la valutazione su Unicredit; le due banche d’affari hanno ribadito il giudizio “Buy” (acquistare). Indicazione simile da Banca IMI, che ha portato da 19,2 euro a 20 euro il target price sulla banca, in seguito al miglioramento della stima sull’utile per azione per l’esercizio in corso; gli esperti hanno confermato il giudizio “Add” (aggiungere). Société Générale ha incrementato da 17 euro a 18 euro per azione la valutazione su Unicredit, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione per il biennio 2018/2019; gli esperti hanno confermato il giudizio “Hold” (mantenere). Sulla stessa lunghezza d’onda Morgan Stanley, che ha aumentato a 18,5 euro il prezzo obiettivo sull’istituto. Deutsche Bank, invece, si è limitata a rivedere le stime sull’utile per azione per il biennio 2017/2018, aumentando quelle per l’esercizio in corso e diminuendo quelle per il prossimo anno; gli esperti hanno confermato il target price di 19,2 euro e l’indicazione di acquisto delle azioni.

In territorio positivo anche UBI Banca (+0,15% a 4,098 euro). L’istituto ha comunicato i risultati del primo semestre del 2017, periodo chiuso con un utile netto contabile (incluso il badwill) a 696 milioni di euro, di cui 110,9 milioni per UBI Banca senza le 3 banche acquisite (che hanno registrato un rosso di 27,7 milioni di euro). L’istituto, nel primo semestre 2016, aveva registrato un passivo di 787 milioni a seguito della contabilizzazione della maggior parte dei costi del piano industriale. L’utile al netto delle componenti non ricorrenti è stato invece pari a 130 milioni di euro. Al 30 giugno 2017, gli impieghi verso la clientela si attestavano complessivamente a 94,2 miliardi, in crescita dello 0,5% rispetto ai 93,8 miliardi del 31 dicembre 2016. Sempre a fine giugno 2017 il CET1 ratio fully loaded era pari all’11,32% e il CET1 ratio phased in all’11,42%.

Mediobanca ha ceduto lo 0,17% a 8,995 euro. L’istituto di Piazzetta Cuccia ha terminato l’esercizio 2016/2017 con un utile netto di 750 milioni di euro, in crescita del 24% rispetto ai 605 milioni di euro dell’esercizio precedente. Il totale degli attivi ha mostrato un lieve aumento rispetto a giugno 2016, attestandosi a quota 70,4 miliardi contro i 69,8 miliardi di 12 mesi prima. Al 30 giugno il Common Equity Tier 1 ratio era pari a 13,31%, in salita dal 12,08%. Il consiglio ha deliberato di proporre l’assegnazione agli azionisti di un dividendo lordo unitario di 0,37 euro. Nel corso della conference call a commento dei risultati di bilancio, l’amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel, ha anticipato che nel trimestre in corso sarà contabilizzata la plusvalenza per la cessione del’1,35% detenuto in Atlantia, per un ammontare compreso tra i 70 e gli 80 milioni di euro.

IntesaSanpaolo ha guadagnato lo 0,69% a 2,92 euro. Gli analisti di UBS hanno alzato da 2,8 euro a 3,05 euro il prezzo obiettivo sull’istituto guidato da Carlo Messina; gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.

Pessima giornata per Banca Carige; il titolo dell’istituto ligure ha lasciato sul terreno il 3,12% a 0,2419 euro. La banca ha chiuso il primo semestre del 2017 con una perdita netta di 154,9 milioni di euro, valore che si confronta con il rosso di 184,4 milioni contabilizzato nei primi sei mesi dello scorso anno. Il risultato finale ha scontato rettifiche su crediti per cassa a clientela per 218,8 milioni. A fine giugno gli impieghi alla clientela ammontavano a 21,2 miliardi di euro, in leggero aumento rispetto ai 21,1 miliardi di inizio anno. Alla stessa data i crediti deteriorati lordi erano pari a 7,2 miliardi di euro (6,3 miliardi al netto del portafoglio ceduto), con un coverage in aumento al 48,9% (45,4% a fine 2016). Intanto, il consiglio di amministrazione ha approvato la proposta di attribuire la delega da esercitarsi entro e non oltre il 31 dicembre 2017, per aumentare a pagamento, con diritto d’opzione e/o con esclusione del diritto d’opzione, il capitale mediante emissione di nuove azioni ordinarie per un importo massimo complessivo di 560 milioni di euro, di cui una tranche per un importo massimo di 60 milioni eventualmente da destinarsi a una o più categorie dei portatori dei titoli subordinati che abbiano aderito a una possibile operazione di liability management.

 

Segno più per Tenaris (+0,83% a 12,14 euro), dopo il tonfo subito ieri. Non si sono fatte attendere le indicazioni delle banche d’affari dopo la diffusione dei risultati del primo semestre del 2017. Mediobanca ha limato da 18,5 euro a 18 euro il target price sulla società, in seguito alla riduzione delle stime sulla redditività per il biennio 2017/2018; tuttavia, la banca d’affari ha confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato). Per lo stesso motivo Equita sim ha tagliato da 15,5 euro a 13,5 euro il prezzo obiettivo e ha ribadito il rating “Hold” (mantenere). Kepler Cheuvreux ha sforbiciato da 12 euro a 11,5 euro il target price su Tenaris e ha confermato l’indicazione di ridurre l’esposizione del titolo in portafoglio.

 

Unipol ha registrato un progresso del 2,32% a 4,06 euro. La compagnia ha comunicato i risultati del primo semestre del 2017, periodo chiuso con una perdita netta (escluse le quote di terzi) di 488,6 milioni di euro, rispetto all’utile di 160 milioni contabilizzati nello stesso periodo dello scorso anno. Sul dato finale hanno pesato le rettifiche relative al piano di ristrutturazione del comparto bancario per un ammontare di 780 milioni di euro: escludendo queste costi straordinari la compagnia assicurativa avrebbe terminato il semestre con un utile di 390 milioni di euro. La raccolta diretta assicurativa – al lordo delle cessioni in riassicurazione – si è attestata a 6,33 miliardi di euro, in contrazione rispetto al dato del primo semestre del 2016 (8,41 miliardi di euro), in conseguenza al forte rallentamento registrato nel comparto Vita (-47,7% a 2,3 miliardi di euro). A fine giugno l’indice di solvibilità, che indica la solidità patrimoniale delle compagnie assicurative, vede un rapporto tra fondi propri e capitale richiesto pari a 133%, in riduzione rispetto al dato di 141% di inizio anno per gli effetti derivanti dal piano di ristrutturazione del comparto bancario.

UnipolSAI è salita dello 0,96% a 1,992 euro. La compagnia assicurativa ha terminato il primo semestre del 2017 con un utile netto (escluse le quote di terzi) di 264,6 milioni di euro, in leggera contrazione rispetto ai 269,4 milioni ottenuti nei primi sei mesi dello scorso anno. I vertici della compagnia hanno precisato che il risultato finale ha assorbito integralmente gli effetti economici del progetto di riassetto di Unipol Banca, pari a 105 milioni. La raccolta diretta assicurativa (al lordo delle cessioni in riassicurazione) è scesa a 5,6 miliardi di euro, dai 6,72 miliardi del primo semestre del 2016, in seguito al calo subito dalla raccolta vita (-36,4% a 1,93 miliardi di euro).

Generali ha recuperato lo 0,5% a 15,93 euro. Gli analisti di Jp Morgan hanno alzato il prezzo obiettivo sulla compagnia assicurativa, portandolo da 16,8 euro a 20 euro, in seguito al miglioramento delle stime sulla redditività per l’esercizio 2019; gli esperti hanno confermato il giudizio “Overweight” (sovrappesare).

 

Campari ha ceduto lo 0,97% a 6,115 euro. Non si sono fatte attendere le indicazioni delle banche d’affari dopo la diffusione dei risultati del primo semestre del 2017. Kepler Cheuvreux ha tagliato da 6 euro a 5,8 euro il prezzo obiettivo sulla società, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il biennio 2017/2018; gli esperti hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio. Bocciatura completa da Banca Akros, che ha sforbiciato da 6,4 euro a 6,2 euro il target price e ha peggiorato da “Accumulate” (accumulare) a “Neutrale” il giudizio. Anche Bryan Garnier ha ridotto la valutazione su Campari, portandola da 6,3 euro a 6,2 euro, segnalando una redditività inferiore alle attese; tuttavia, gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni.


Articoli correlati
Outbrain
Questo sito utilizza cookie, di prima e di terza parte, per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui. Chiudendo questo banner acconsenti all'uso dei cookie.
Leggi articolo sul sito

© Copyright 2017 Arnoldo Mondadori Editore Spa - riproduzione riservata - P.IVA 08386600152
Tutti i servizi sono erogati, agli stessi termini e condizioni, da Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. quale società incorporante di Banzai Media S.r.l.