Creval, i numeri dei primi nove mesi del 2017 e i target del piano industriale

L'istituto ha terminato i primi nove mesi del 2017 con un incremento della perdita netta, in conseguenza ad alcune operazioni straordinarie effettuate nel periodo

Data News 08/11/2017

di Edoardo Fagnani

Le voci straordinarie hanno pesato sui risultati trimestrali del Credito Valtellinese; l'istituto ha terminato i primi nove mesi del 2017 con un incremento della perdita netta, in conseguenza ad alcune operazioni straordinarie effettuate nel periodo.

Il management ha anche approvato il nuovo piano industriale per il triennio 2018/2020, che prevede un aumento di capitale fino a 700 milioni di euro.

 

TRIMESTRALE CREVAL: AUMENTA LA PERDITA

Il Credito Valtellinese ha chiuso i primi nove mesi del 2017 con un una perdita netta di 402,62 milioni di euro, rispetto al rosso di 136,05 milioni contabilizzato nello stesso periodo dello scorso anno. Il risultato finale sconta gli effetti delle operazioni straordinarie realizzate nel periodo, finalizzate al miglioramento del profilo di rischio della banca, tra le quali, principalmente, la cessione del portafoglio “Elrond”, oltre a un sensibile incremento delle rettifiche su crediti a seguito dell’applicazione di una nuova policy per la valutazione delle attività finanziarie deteriorate, con un conseguente significativo incremento dei livelli di coverage complessivi.

Per lo stesso motivo il risultato di gestione è passato da un valore positivo di 175 milioni di euro a un rosso di 82,72 milioni di euro.

I proventi operativi si sono ridotti da 558,91 milioni a 296,33 milioni di euro (-47%).

Il margine di interesse si è attestato a 294,61 milioni di euro, in riduzione del 6,8% rispetto a 315,93 milioni dei primi nove mesi del 2016; la flessione risente della contrazione dei volumi e della compressione degli spread, anche su base trimestrale.

Al contrario, le commissione nette sono cresciute del 4% a 213 milioni di euro.

 

TRIMESTRALE CREVAL: IN CALO I CREDITI DETERIORATI

A fine settembre gli impieghi alla clientela ammontavano a 17,1 miliardi di euro, in leggera flessione rispetto al valore di inizio anno (17,4 miliardi).

Alla stessa data i crediti deteriorati al netto delle rettifiche di valore, erano pari a 2,2 miliardi di euro, in forte calo dai 3,2 miliardi di inizio anno, grazie alla cessioni effettuate nel periodo e principalmente all’operazione Elrond. Il coverage ratio complessivo è cresciuto al 45,8%, in aumento rispetto al 41,5% di fine dicembre 2016.

Le attività finanziarie erano pari a 5,4 miliardi di euro ed erano principalmente rappresentate da titoli di Stato italiani, che ammontavano a 4,4 miliardi di euro.

Sempre a fine settembre il patrimonio netto era pari a circa 1,436 miliardi di euro, mentre il Common Equity Tier 1 era pari al 9,4% (livello minimo SREP fissato a 7,75%), a fronte di attività di rischio ponderate per 13,74 miliardi di euro.

 

TRIMESTRALE CREVAL: I TARGET DEL PIANO INDUSTRIALE

I vertici del Credito Valtellinese hanno approvato il piano industriale per il triennio 2018/2020, con l’obiettivo di superare definitivamente le legacy del passato e precostituire le condizioni per un miglioramento della sostenibilità del business model nel medio periodo.

In particolare, il piano prevede un aumento di capitale a pagamento per un importo massimo di 700 milioni di euro che sarà realizzato entro il 31 luglio del 2019 mediante emissione di nuove azioni da offrire in opzione agli azionisti. A qquesto proposito il management ha sottoscritto un preaccordo con alcuni istituti di credito a garanzia dell’intera copertura dell’operazione. Inoltre, il Creval punta alla cessione e valorizzazione di non core assets / partecipazioni non strategiche con effetti positivi attesi a livello di CET1 capital fino a 61 milioni di euro.

Nel piano sono previsti anche un Clean up dei crediti deteriorati (Non Performing Exposures - NPEs) con ulteriori rettifiche su crediti fino ad un massimo di 772,5 milioni di euro, con l’obiettivo di aumentare in misura importante i livelli di copertura, oltre a una nuova operazione finalizzata al deconsolidamento di crediti a sofferenza fino a un massimo di 1,6 miliardi di euro. Quest’ultima operazione dovrebbe essere finalizzata entro il primo semestre del 2018 e si concretizzerà attraverso una nuova operazione di cartolarizzazione, con emissione di titoli e possibile utilizzo della garanzia dello Stato (GACS) - ipotizzandone la proroga - per la componente senior con rating investment grade.

Previste anche ulteriori cessioni di crediti a sofferenza per 500 milioni di euro, da realizzare nel secondo semestre 2018, attraversouna cessione pro-soluto da eseguirsi al termine di un processo competitivo.

A livello finanziario, il management punta ad arrivare a fine piano con crediti alla clientela per 17,42 miliardi di euro e un NPL ratio lordo del 9,6% (dal 21,1% di fine settembre 2017). A fine 2020 il Common Equity Tier 1 dovrebbe attestarsi al 14,3%.


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