Come investire i propri risparmi

Come investire i risparmi in base all'orizzonte temporale, a quanto cioè si possono tenere investiti i propri risparmi. Attenzione a non farsi affascinare troppo dai mercati azionari

Data News 05/09/2016

di Marco Delugan

Immaginate di avere dei soldi da parte e di volerli investire, soldi che al momento non vi servono. Non è necessario che siano tanti, lasciarli in un conto corrente normale non li farebbe comunque rendere anche il poco (o tanto) che potrebbero se investiti altrove.

Non è mai facile decidere come investire i risparmi, qualsiasi somma si abbia in mano. Entrano in gioco tante variabili, come l’età, la condizione esistenziale, la specifica situazione economica che si sta vivendo e altre ancora. E tra le cose importanti, molto importante è il concetto di profilo di rischio.

Ma proviamo a semplificare e consideriamo il caso in cui l’unico obiettivo sia quello di far rendere quei risparmi che al momento non hanno una destinazione già stabilita; gli obiettivi, poi, possono essere i più disparati.

La prima cosa da considerare, dopo aver tolto tutto il resto, è il tempo, nel senso di quanto tempo ritenete di poter tenere investiti quei soldi; o, per dirlo in un altro modo, per quanto tempo pensate di non averne bisogno. Questo tempo è l’orizzonte temporale del vostro investimento. E a ogni diverso orizzonte temporale si adattano meglio strumenti di investimento diversi.

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COME INVESTIRE I RISPARMI PER MENO DI UN ANNO

Prima ipotesi: sapete di non aver bisogno di quei soldi per almeno un anno. Come prima indicazione pratica, sappiate che un orizzonte temporale così non è adatto all’investimento azionario, a meno che non amiate davvero il rischio. Studi americani – è vero, gli Stati Uniti sono altro mondo anche per quanto riguarda la borsa, ma qualche utilità possiamo trarla lo stesso – dimostrano che investire sui mercati finanziari con un orizzonte temporale di un anno avrebbe, dal 1871 a oggi, causato perdite nel 31% dei casi.

Molto meglio puntare su altri strumenti, come i conti deposito e i buoni fruttiferi postali.

Conti deposito - I conti deposito sono conti bancari che hanno un rendimento più elevato rispetto ai normali conti correnti. Ci sono due tipi di conti deposito, quelli liberi e quelli vincolati. Dai conti liberi si possono prelevare i soldi quando si vuole, da quelli vincolati invece no, a meno di pagare una penale o perdere parte degli interessi. I conti deposito vincolati, di contro, offrono un tasso di interesse superiore ai conti liberi. Fino alla soglia dei 100mila euro, le somme depositate sono garantite dal Fondo Interbancario e questo li rende uno strumento del tutto sicuro.

Buoni fruttiferi postali - I Buoni fruttiferi postali sono titoli di credito emessi con cadenza mensile dalla Cassa Depositi e Prestiti con la garanzia dello stato e collocati da Poste Italiane. Sono titoli nominativi, e cioè intestati a uno o più titolari (con un massimo di quattro), non sono cedibili, possono essere sottoscritti presso un qualunque ufficio postale in qualsiasi momento.

 

COME INVESTIRE I RISPARMI TRA 1 E 5 ANNI DI TEMPO

Se invece siete nelle condizioni di poter tenere investito il denaro per un periodo compreso tra uno e cinque anni, le opportunità di guadagno aumentano. Anche in questo caso è meglio evitare i mercati azionari: le ricerche a cui abbiamo accennato sopra dimostrano che su un periodo di 5 anni il rendimento medio dell’investimento risulterebbe negativo nel 20% dei casi.

Gli strumenti migliori per questo orizzonte temporale sono i certificati di deposito, i titoli di stato indicizzati all’inflazione e i fondi obbligazionari di breve periodo e di alta qualità.

Certificati di deposito - I certificati di deposito sono titoli vincolati e trasferibili emessi dalle banche e che danno a chi li possiede il diritto al rimborso del capitale più interessi. La durata dei CD può essere di 3 o di 5 anni, possono essere a tasso fisso o a tasso variabile, gli interessi possono essere corrisposti periodicamente attraverso cedole o a scadenza (zero coupon). Il capitale è di solito rimborsato a scadenza.

I certificati di deposito con scadenza inferiore ai 18 mesi non possono essere rimborsati prima della loro scadenza naturale. Per le scadenze maggiori, vale comunque il limite dei 18 mesi, nel senso che non possono essere rimborsati prima di quel termine.

I certificati di deposito sono garantiti dal Fondo Interbancario fino a un massimo di 100mila euro, ma solo quelli nominativi e non quelli al portatore.

Attenzione però, la garanzia vale per la somma di ciò che si possiede. Se si possiedono 80mila euro in conti deposito e 30mila i certificati di deposito – la somma fa 110mila – 10mila euro restano esclusi dalla garanzia.

Titoli indicizzati all’inflazione – E’ possibile proteggere i propri risparmi dall’aumento dei prezzi investendo in titoli di stato indicizzati all’inflazione, in Italia i BTP€i. Nel caso dei BTP€i, sia il capitale che gli interessi sono indicizzati, e cioè mantengono il loro potere d’acquisto nel tempo oppure, detto in altro modo, vengono periodicamente rivalutati in base a un coefficiente di rivalutazione che in questo caso ha come punto di riferimento l’indice armonizzato dei prezzi al consumo della zona euro elaborato da Eurostat.

Il BTP€i garantisce comunque il rimborso dell'intero valore nominale, nel senso che se nel periodo si verifica una diminuzione dei prezzi non se ne terrà conto ai fini dell'indicizzazione.

I BTP€i vengono emessi mensilmente e hanno scadenza di 5, 10, 15 e 30 anni.

Fondi obbligazionari di alta qualità – Un fondo che investe su obbligazioni di breve e media durata e di rating almeno “investment grade” può essere un’ottima scelta. Anche se non sono garantiti dal governo come i titoli indicizzati e i certificati di deposito, è molto improbabile avere risultati negativi.

 

COME INVESTIRE I RISPARMI PER PIU’ DI 5 ANNI

Oltre i 5 anni di orizzonte temporale anche l’investimento azionario comincia a farsi più interessante. Più si allunga l’orizzonte temporale e più le possibilità di risultati negativi diminuiscono. Sui mercati Usa, ad esempio, chi avesse investito con orizzonti temporali superiori ai 20 anni, qualsiasi fosse il momento di inizio, non avrebbe mai perso denaro.

Ma, appunto, sui mercati Usa. In Italia le cose sono andate storicamente in altro modo. Per approfittare delle opportunità offerte dai mercati finanziari bisogna investire in un’ottica più ampia, e cioè cercare strumenti di risparmio gestito - come fondi comuni di investimento, fondi indice, o Etf – che investano sui mercati Usa o europei, o anche a livello globale.

Ma una volta deciso di aprirsi all’investimento in azioni sorge un altro problema: come modulare l’asset allocation in modo da rendere sostenibile l’investimento. E cioè, in quale proporzione inserire azioni e obbligazioni nel proprio portafoglio?

In linea di massima, più è lungo l’orizzonte e più è conveniente inserire una percentuale sempre più alta di azioni, perché più lungo è il periodo di investimento e più rende quello azionario. Ma, a questo punto, di problema ne sorge un altro ancora: più alta è la percentuale di azioni in portafoglio e maggiore è la volatilità dello stesso nel breve periodo.

Una delle maggiori difficoltà dell’investimento di lungo periodo è di tipo psicologico e cioè quanto sono ampie le fluttuazioni del portafoglio che riusciamo a sopportare senza andare nel panico e decidere di vendere. Perché questo comportamento, vendere nei momenti di panico, è dimostrato che, porta a risultati poco soddisfacenti.

Nella tabella che segue, elaborata da Vanguard e tratta da The Motley Fool, vengono riportate le perdite annuali peggiori avvenute sui mercati Usa secondo diverse asset allocation. Può essere usata come guida, come punto di riferimento per orientarsi nella scelta della propria asset allocation. Perché, alla fine, oltre le indicazioni tecniche su quale sia la soluzione migliore, la cosa importante è che l’investimento sia davvero adatto al proprio carattere, e questo è un punto dove le scelte diventano del tutto personali.



Ma il tempo più lungo permette anche di ragionare su obiettivi più importanti, come risparmiare per lo studio dei figli o per integrare la pensione. Insomma, cose grosse. E’ vero che in Italia solo da poco abbiamo cominciato a pensarci, perché lo Stato per decenni è riuscito a provvedere a entrambe, ma ormai, chi potrà, è meglio che cominci a mettere da parte qualche cosa anche per questi obiettivi.

In linea di massima, per risparmiare per lo studio dei figli 10 anni possono essere abbastanza, e con davanti 10 anni si può arrivare ad avere l’80% di azioni e il 20% di obbligazioni; per integrare la pensione sarebbe meglio poter contare almeno di almeno vent’anni, e il questo caso il rapporto tra azioni e obbligazioni può arrivare a 90 a 10.

Ma queste sono indicazioni di massima, appunto. Per definire un portafoglio che possa davvero fare al caso vostro, meglio tornare alla tabella di Vanguard e quello appena scritto al riguardo.


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