UBI Banca, i conti dei primi 9 mesi del 2017

UBI Banca ha chiuso i primi 9 mesi dell’anno con un utile pari a 167,3 milioni di euro, sintesi di un risultato positivo dell’istituto stand alone e di una perdita delle 3 banche acquisite

Data News 10/11/2017

di Mauro Introzzi

UBI Banca ha chiuso i primi 9 mesi dell’anno con un utile pari a 167,3 milioni di euro, sintesi di un risultato netto positivo dell’istituto “stand alone” e di una perdita delle 3 banche acquisite a partire dal 1° aprile 2017. Nello stesso periodo dell’anno precedente il gruppo registrò una perdita.

 

UBI BANCA: CONTI DEI 9 MESI 2017

UBI Banca ha archiviato i primi 9 mesi del 2017 con proventi operativi per circa 2,595 miliardi, riconducibili a UBI Stand Alone per 2,36 miliardi, in salita dell’1,2% rispetto ai primi 9 mesi del 2016. Nel dettaglio, il margine d’interesse è stato pari a 1,48 miliardi di euro mentre le commissioni nette si sono attestate a 1,15 miliardi di euro.

UBI Banca, nei primi 9 mesi dell’anno, ha contabilizzato rettifiche di valore nette per deterioramento crediti per 417,7 milioni di euro. Nei primi 9 mesi del 2016 furono 1,37 miliardi.

Così, al  netto delle poste non ricorrenti, l'utile del gruppo si è attestato a 167,3 milioni, sintesi principalmente del  risultato di UBI Stand Alone, pari a 190,1 milioni di euro, e di quello delle 3 Banche Acquisite, pari a un rosso per 22,9 milioni.

Includendo le poste non ricorrenti, i primi 9 mesi del 2017 si sono chiusi per il gruppo allargato con un utile netto di 702  milioni di euro, che include il risultato di UBI Banca Stand Alone per 112,6 milioni di euro e quello delle 3 Banche Acquisite per -26,5 milioni, oltre al “bargain purchase” per 616,2 milioni.

 

LEGGI ANCHE: Massiah (UBI Banca) commenta i conti dei 9 mesi 2017 dell'istituto (video)

 

UBI BANCA: AGGREGATI PATRIMONIALI A FINE SETTEMBRE 2017

Al 30 settembre 2017, gli impieghi verso la clientela si attestano complessivamente a 93,9 miliardi, risultando in leggera flessione rispetto ai 94,2 miliardi del giugno 2017 e allineati al dato di fine anno 2016.

I crediti deteriorati netti ammontano a 8,4 miliardi, in contrazione del 9,1% dai 9,3 miliardi di fine 2016 e in lieve riduzione rispetto a giugno 2017.

Per quanto riguarda la qualità del credito, a fine settembre lo stock di crediti deteriorati lordi, pari a 14,03 miliardi si è ridotto (-0,8% rispetto a giugno 2017 e -2,4% rispetto a dicembre 2016) e rappresenta il 14% del totale crediti lordi.

Includendo i crediti stralciati, la copertura del totale crediti deteriorati si attesta al 48,6% (era il 44,6% a dicembre 2016 e il 48,8% a giugno 2017).

I crediti deteriorati netti si attestano a fine settembre 2017 a 8,42 miliardi di euro (erano 8,45 miliardi a giugno 2017 e 9,26 miliardi a dicembre 2016), rappresentando il 9% del totale dei crediti netti.

 

UBI BANCA: INDICI PATRIMONIALI A FINE SETTEMBRE 2017

In termini di indici patrimoniali, a fine settembre 2017 il CET1 ratio fully loaded è pari all’11,54%, dall'11,32% di giugno 2017, mentre il CET1 ratio phased in si attesta all’11,65%, dall'11,42% di giugno 2017. Secondo la nota del gruppo il miglioramento è essenzialmente dovuto "al recupero di eleggibilità delle garanzie su esposizioni garantite da immobili retail con effetto positivo sulla ponderazione delle stesse, alla riduzione della rischiosità del portafoglio crediti di gruppo e alla riduzione di investimenti partecipativi e titoli di debito".

Sempre a fine settembre 2017, il Total Capital Ratio risulta pari, in termini fully loaded, al 14,2%, e in termini phased in al 14,32% (era rispettivamente il 13,94% e il 14,06% a fine giugno 2017). Infine, il Leverage ratio ammonta al 5,82% phased in e al 5,77% fully loaded (rispettivamente 5,66% e 5,61% al 30 giugno 2017)

 

UBI BANCA, L'ESPOSIZIONE VERSO LA BCE

Con valuta 29 marzo 2017, l’esposizione del gruppo verso la BCE a titolo di TLTRO2 è salita a 12,5 miliardi di euro, dai 10 miliardi ottenuti a giugno 2016; l’intero importo è riferito a UBI Stand Alone. Il profilo di scadenza contrattuale di tale esposizione TLTRO2, iscritta tra i “Debiti verso Banche” e quindi non inclusa nella raccolta diretta, prevede 10 miliardi a giugno 2020 e 2,5 miliardi a marzo 2021.

 

UBI BANCA, STIME PER I PROSSIMI MESI

L’evoluzione del margine di interesse nell’ultimo trimestre del 2017 beneficerà della rilevazione del contributo previsto nell’ambito del programma TLTROII oltre che della progressiva riduzione del costo della raccolta da clientela. Si prevede che le commissioni nette evidenzino la consueta e positiva stagionalità che caratterizza l’ultima parte dell’esercizio e del processo di ricomposizione della raccolta totale a favore del risparmio gestito.

La banca prevede di mantenere il trend di miglioramento del costo del credito complessivo (UBI e nuove banche). Il default rate, pari su base annualizzata all’1,8% a settembre 2017, è atteso scendere ulteriormente nel 2018.

UBI Banca conferma infine il piano di integrazione delle nuove banche nel rispetto dei tempi e oneri di integrazione previsti: Banca Adriatica (ex Nuova Banca delle Marche) e Carilo sono già migrate con successo sui sistemi IT di UBI Banca nella seconda metà di ottobre; entro fine novembre si prevede la migrazione di Banca Tirrenica (ex Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio) e Banca Federico del Vecchio.


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