Burden sharing Mps, come funziona?

Come funziona il burden sharing, ossia la condivisione degli oneri, di Mps per le obbligazioni subordinate

Data News 05/07/2017

di Mauro Introzzi

Buongiorno esperti di SoldiOnline.

Sono un obbligazionista subordinato di Monte dei Paschi di Siena e ho letto che nell'ambito del piano di salvataggio della banca parteciperò al burden sharing. Ho capito che si tratta di un modo per condividere gli oneri (ho letto anche una vostra precedente risposta dell'esperto) ma operativamente, in quest caso, cosa mi succederà?

Mario

 

 

Buongiorno Mario.

L'operazione di burden sharing Mps, nell'ambito della ricapitalizzazione precauzionale di Stato della banca senese è in effetti meritevole di una spiegazione strutturata.

Innanzitutto qualche cifra, che aiutano a capire la portata del burden sharing Mps. Del rafforzamento patrimoniale complessivo della banca, pari a 8,1 miliardi di euro, l’aumento di capitale riservato al Ministero dell'Economia e delle Finanze ammonta a 3,9 miliardi mentre il controvalore del burden sharing sarà pari a 4,3 miliardi di euro.

Operativamente il burden sharing Mps presuppone la conversione forzosa in azioni di tutti questi 4,3 miliardi di euro di obbligazioni subordinate emesse dalla banca, sia quelle in mano agli investitori istituzionali che quelle in mano alla clientela retail.

Il decreto legge 237 varato lo scorso 23 dicembre 2016, intitolato "Disposizioni urgenti per la tutela del risparmio nel settore creditizio", definisce i rapporti di conversione dei prestiti subordinati:

  • i Tier 1 saranno convertiti al 75% del valore nominale,
  • le obbligazioni subordinate “FRESH 2003” al 18% del valore nominale,
  • gli strumenti Tier 2 al 100% del loro valore nominale.

 

AGGIORNAMENTO 31/7: Mps, definito il burden sharing e l'aumento di capitale pubblico

 

Successivamente, entro 60 giorni, le azioni in mano alla clientela retail saranno sottoscritte dallo Stato. In cambio saranno distribuiti dei bond senior (quindi obbligazioni non subordinate).

Nel portafoglio degli ex obbligazionisti subordinati istituzionali, invece, rimarranno le quote azionarie, tanto che si stima che questa categoria di investitori possano arrivare ad avere una partecipazione del 25% nel capitale della banca, con il Tesoro al 70%.

 

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